L’assemblea dei soci di Ecoambiente (i 50 Comuni polesani) ha approvato nella seduta del 4 luglio il bilancio al 31 dicembre 2024. Nella stessa seduta ha quindi nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione, in scadenza appunto con l’approvazione del bilancio.
Come al solito si è trattato di una seduta che ha faticato per essere valida, ovvero per avere la presenza di almeno 30 Comuni e la rappresentanza di almeno 600 quote millesimali. Ci sono voluti diversi appelli e numerose telefonate agli assenti per raggiungere finalmente l’obiettivo.
Il bilancio è stato approvato a maggioranza, dato che alcuni Comuni, Adria, Rosolina, Villadose e Villanova Marchesana si sono astenuti.
La nomina dell’organo di gestione è stata anch’essa non all’unanimità, dato che la composizione, diversamente da quanto sembrava essere una consuetudine, non vede rappresentanti sia del centrodestra che del centrosinistra, ovvero con un accordo tra tutti i Sindaci, ma una composizione di soli rappresentanti del centrodestra.
Il Consiglio di Amministrazione vede quindi la riconferma del presidente uscente Pier Paolo Frigato, in quota lega, la nomina dell’attuale presidente di Polaris Alberto Patergnani, in quota Fratelli d’Italia, come Ad di Ecoambiente, e l’ingresso di Patrizia Cassetta, individuata dalla sindaca del capoluogo Valeria Cittadin come consigliera di amministrazione di fiducia del socio di maggioranza assoluta di Ecoambiente, ovvero il Comune di Rovigo.
Si tratta di una composizione alquanto anomala, se è vero che, secondo l’art. 7 della Convenzione per il controllo analogo della società recita “l’Amministratore delegato della Ecoambiente s.r.l. viene designato dal Comune di Rovigo. Gli altri componenti del consiglio di amministrazione vengono designati congiuntamente Comuni della Provincia. A tal fine, gli Enti locali ricercano tra di loro, nel rispetto dei principi di leale collaborazione e buona fede, l’unanimità dei consensi.”
Se ne ricava che il Sindaco di Rovigo ha designato, come sua prerogativa, un amministratore delegato, tra i membri del partito di Fratelli d’Italia, ma in cambio ha potuto anche indicare un ulteriore membro del Consiglio di Amministrazione tra le persone di sua stretta fiducia (un ex dirigente della CISL), lasciando quindi a bocca asciutta tutti gli amministratori che fanno riferimento al centrosinistra.
L’altra questione aperta riguarda i rapporti tra Ecoambiente e Polaris, società partecipata al 100% dalla stessa. Di solito funzionava che Ecoambiente dava le indicazioni di gestione al Presidente della sua società, ma ci troveremo nella situazione rovesciata: l’amministratore delegato di Ecoambiente è il Presidente (dovrà dimettersi) di Polaris, ed è questa figura che incarna i poteri gestionali della società che gestisce il ciclo dei rifiuti in Polesine.
Avendo ora due componenti su tre che sono espressione del Sindaco di Rovigo non si sa con che maggioranza saranno prese le decisioni sull’impianto per la produzione del biometano, tanto avversato sinora da Valeria Cittadin, ovvero: il nuovo cda consentirà o meno la prosecuzione della costruzione dell’impianto? O si assumerà la responsabilità e l’onere, anche personale, di bloccarlo, pagandone i danni?
Manca solo che l’attuale direttore di Polaris diventi il direttore generale di Ecoambiente, al posto di Walter Giacetti, che ha vinto una selezione pubblica ed ha diretto la società negli ultimi 4 anni. Allora davvero sarà tutto un mondo al contrario anche in questo ambito. Facendo pensare che Tomasi di Lampedusa abbia scritto questo copione e facendo tornare indietro le lancette degli orologi ad una fase storica che sembrava davvero superata. Ma di questo si parlerà nei prossimi mesi.



