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Ecoambiente deve continuare a guardare avanti

Il futuro di Ecoambiente è di nuovo al centro dell’attenzione dopo le recenti prese di posizione politiche. Si tratta di una società di proprietà dei 50 comuni della provincia di Rovigo che negli ultimi quattro anni è stata riorganizzata sul piano impiantistico, organizzativo e gestionale, ricevendo riconoscimenti a livello regionale e nazionale per gli ottimi risultati raggiunti.

Un ringraziamento particolare merita il direttore tecnico dr. Walter Giacetti, che ha avuto un ruolo essenziale nella trasformazione e nella innovazione tecnica della società, portandola ai livelli più alti nella gestione del servizio rifiuti in Italia. Il dr Giacetti recentemente ha comunicato le sue dimissioni per continuare il suo servizio come direttore generale in un bacino rifiuti in Friuli.

Chissà perché a Treviso e Belluno gli stessi risultati sono apprezzati mentre a Rovigo vengono messi in discussione ad ogni passaggio alle urne. Non dimentichiamo che Rovigo oggi ha un servizio più efficiente di Padova e Bologna.

Il nodo del contendere è la realizzazione di un impianto di trattamento del rifiuto umido e del verde che è stato inserito nel piano industriale di Ecoambiente e approvato dai sindaci del Consiglio di bacino, che oggi ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie e un finanziamento al 60% dal PNRR. Forse per questo i sindaci non si presentano alle assemblee che richiedono la delibera sull’impianto, semplicemente perché questo è già stato da loro approvato, senza che vi fosse alcuna necessità o prospettiva di aumentare le tariffe. Il Consiglio di Amministrazione di Ecoambiente, non avendo ricevuto istruzioni diverse dall’organo amministrativo e di controllo cioè dal Consiglio di Bacino, ha dovuto completare l’iter di affidamento del progetto per dare avvio all’attuazione dell’impianto stesso. Se non l’avesse fatto avrebbe disatteso i suoi impegni e si sarebbe assunto una grossa responsabilità di mandare a mare un finanziamento di 11 milioni di euro.  In una città normale questo progetto sarebbe stato salutato come un risultato importante, ma a Rovigo chissà perché questo viene criticato e ostacolato. Si parla di continuare a portare i rifiuti umidi ad un privato in provincia di Padova oppure ad un impianto di una multinazionale dell’energia che fino a un anno fa ci facevano pagare prezzi altissimi per ricevere i nostri rifiuti. Quali siano gli obiettivi del sindaco di Rovigo non è dato sapere. Sarebbe come potersi costruire una casa finanziata al 60% ma preferire continuare a pagare affitti salati.

Oggi però si apre un’altra prospettiva. La società Ecoambiente deve continuare a guardare al futuro. Tutti sono d’accordo almeno sulla necessità di mantenere la società in house, cioè a controllo pubblico dei 50 comuni, ma perché questo possa realizzarsi si deve trovare un accordo fra i comuni che rappresenti almeno 30 sindaci e 600 quote. In passato questo accordo si era sempre trovato in tutte le decisioni, perché non è possibile alcuna prevalenza del comune maggioritario se non vi è un accordo più ampio che rappresenti tutti i comuni, anche più piccoli. Questa è la legge, ma è anche il buon senso a ricordare a tutti che un servizio essenziale come quello della raccolta, smaltimento e trattamento dei rifiuti va assolto concordando e includendo tutti nelle scelte e nelle decisioni, come del resto sempre è avvenuto nel Consiglio di bacino di Rovigo.

E’ auspicabile che si metta in atto un approccio costruttivo e senso di responsabilità verso gli interessi dei cittadini.

Dina Merlo

Consigliera comunale Forum dei Cittadini

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