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Erika Alberghini (FORUM dei cittadini) sul taglio al fondo antiviolenza

Il Centro Antiviolenza del Polesine è una realtà fondamentale per la nostra comunità, risponde alle esigenze delle moltissime donne che, quasi quotidianamente, devono fronteggiare episodi di violenza.

Grande attenzione è stata riservata dalla precedente amministrazione comunale verso il Centro, dato l’aumento dei casi di violenza e l’aumento di donne che vi si sono rivolte, prendendo la decisione di raddoppiare il fondo di finanziamento portandolo da 15.000 a 30.000 euro. Un ulteriore supporto si è voluto dare attraverso il Protocollo di Rete, firmato da tutti i Comuni della provincia, ULSS 5 e
forze dell’ordine e l’apertura di una casa di fuga per il primo intervento.

Il protocollo è un’applicazione della normativa regionale che da tantissimi anni era disattesa e attendeva di essere scritto e firmato, con l’amministrazione Gaffeo ci siamo riusciti. Questo ha portato a rimpolpare i fondi per il centro grazie ai maggiori contributi che i comuni polesani si sono impegnati ad erogare per il buon funzionamento del CAV.

Di seguito le perplessità di Erika Alberghini, del Forum dei Cittadini, sul taglio a tale fondo operato dalla nuova Giunta comunale.
“Il Centro Antiviolenza Polesano, dal 2019 ha assunto forte rilevanza nel dibattito pubblico, abbiamo lavorato molto, assieme a tutte le forze provinciali che vi concorrono, alla Commissione Pari Opportunità e all’interprovinciale Comitato di Pilotaggio, anche con un forte interesse e partecipazione dell’allora minoranza consiliare. Tant’è che alcuni membri dell’opposizione, avevano durante i consigli, più di una volta chiesto che il CAV diventasse un vero servizio essenziale del comune di Rovigo per garantire fondi certi e continuativi.

Un impegno preso all’unanimità, fino ad approvare nel giugno del 2021 un finanziamento di 50.000 euro per sopperire ai ritardi di erogazione dei fondi regionali poiché si rischiava la sospensione del servizio.

Stupisce pertanto, dopo il meticoloso lavoro svolto insieme, che ora l’opposizione diventata maggioranza, approvi questo taglio significativo, promettendo di provvedervi a settembre con l’avanzo di bilancio.”
Tagli del genere possono provocare un ingente disservizio, meno ore di apertura sportelli e di consulenza alle donne già prese in carico e incapacità di accogliere in maniera efficace nuove richiedenti aiuto, generando precarietà del servizio e incertezza per il futuro.

“Ciò che mi auguro, dopo tutto il lavoro fatto, è che non venga perso quanto conquistato a livello economico, di valore aggiunto al servizio del CAV e di servizi aggiuntivi, visto che tutta Rovigo e tutti i comuni provinciali ci avevano creduto, visto che le forze dell’ordine e i servizi sanitari per primi ci chiedono il supporto all’intervento per la gestione del fenomeno della violenza contro le donne, visto che si tratta di un servizio essenziale ai cittadini, che lavora anche per la prevenzione.”

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