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FIOM: il segretario nazionale Michele De Palma a Padova

Lunedì 8 settembre alle ore 20 il segretario De Palma sarà presente all’incontro “Fondata sul Lavoro” moderato da Emma Ruzzon, presidentessa dell’Udu di Padova, all’interno della Festa del Partito Democratico di Padova al Parco Milcovich a Padova.

Mentre martedì mattina alle ore 9.00 il segretario generale della Fiom nazionale sarà disponibile presso il punto stampa organizzato prima dell’apertura dell’assemblea generale della Fiom di Padova che si terrà a Casalserugo al Centro Parrocchiale AVE in via Papa Giovanni XXIII, 3.

Molti i temi che coinvolgono in prima persona la Fiom in questo periodo: dalla ripartenza della trattativa per il CCNL Federmeccanica/Assistal, dopo 40 ore di sciopero della categoria, che ha i suoi prossimi appuntamenti a Roma l’11, il 18 e 25 settembre; all’opposizione alla prossima manovra e agli investimenti che il governo intende fare in armamenti, a discapito di industria, sanità e scuola; all’impegno per la Pace in Palestina per fermare la barbarie in corso nella striscia di Gaza, per rivendicare la Pace in tutti i teatri di guerra, per impedire il precipitare in una economia di guerra con il riarmo generalizzato degli stati europei.

Un impegno per la Pace che si traduce in un convinto sostegno di tutta la Fiom all’iniziativa umanitaria della Global Sumud Flotilla, in viaggio per rompere l’assedio israeliano alla striscia di Gaza portando alimenti, farmaci e generi di prima necessità, che proseguirà con la partecipazione della Fiom e del suo gruppo dirigente alla Marcia Perugia – Assisi del 12 ottobre prossimo, fino al totale sostegno alla mobilitazione nazionale della Cgil già prevista per la fine del mese di ottobre.

Occorre con radicalità tenere insieme i temi della Pace e della democrazia, con quelli del lavoro e della sicurezza, del contrasto alla precarietà, dei rinnovi dei Ccnl, della difesa del welfare e dell’occupazione impedendo che le tante crisi aperte, anche in categorie, si trasformino in licenziamenti, espulsioni dai luoghi di lavoro, perdita di capacità produttiva e industriale. Anche per queste ragioni è sbagliato aumentare, come fa anche il governo Meloni, la spesa militare sottraendo ingenti risorse al contrasto alla crisi, alle politiche industriali, allo stato sociale a partire dalla sanità e dalla scuola pubblica, alle pensioni, alle politiche abitative.

Mai come in questa fase serve un rinnovato intervento pubblico in economia per rilanciare gli investimenti con scelte di politica industriale e superare per questa via i gravi problemi che attanagliano i principali settori industriali del Paese.

Ciò vale in primo luogo per l’ex Ilva e il sostegno necessario che il Governo deve garantire nelle prossime settimane per implementare il processo di decarbonizzazione con la salvaguardia della salute e del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici e con la continuità produttiva e industriale degli stabilimenti.

Così come occorre contrastare la crisi dell’automotive e di Stellantis, dell’indotto auto e della componentistica, del settore elettrodomestico, dei petrolchimici e dare allo stesso tempo risposte positive alle tante crisi aperte lungo tutto il territorio nazionale nella piccola e media impresa.

Si tratta, quindi, di cambiare l’agenda economica e politica del Governo mettendo al centro il lavoro, la difesa dell’occupazione, il miglioramento della condizione di vita e di lavoro delle persone. Anche per questo va respinto il ventilato progetto governativo di taglio alla spesa sociale e di ulteriori penalizzazioni del sistema previdenziale con addirittura la richiesta di utilizzare il trattamento di fine rapporto o la previdenza complementare per garantire ai lavoratori e alle lavoratrici l’accesso alla pensione anticipata.

Diversamente, per sostenere l’industria, la spesa sociale e il welfare, occorre impedire l’aumento della spesa militare e il riarmo generalizzato, agendo allo stesso tempo sul fisco per recuperare l’evasione fiscale e contributiva e aumentare i salari dei lavoratori dipendenti anche attraverso la detassazione degli aumenti contrattuali del Ccnl.

Dopo 40 ore di sciopero della categoria a settembre riprende, con il lavoro in commissione, il negoziato per rinnovare il Ccnl di Federmeccanica – Assistal. Si tratta, dopo il blocco della contrattazione degli ultimi mesi, di negoziare punto su punto i contenuti della piattaforma e di aumentare il salario oltre l’inflazione dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche superando l’intransigenza fin qui manifestata dalle nostre controparti.

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