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Fns Cisl: “Abbiamo ribadito al sottosegretario le criticità nel carcere di Rovigo”

Durante la sua visita alla casa circondariale di Rovigo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha incontrato anche i rappresentati dei sindacati di Polizia penitenziaria, che a marzo avevano protestato in seguito all’ennesima aggressione di agenti da parte di un detenuto. All’incontro di ieri erano presenti Giuseppe Terracciano, segretario della Fns Cisl Veneto, Matteo Iannuzzi della Fns Cisl Padova Rovigo e il delegato interno Antonio Vecchione. «La Fns Cisl – hanno riferito i sindacalisti – ha posto l’accento sulla grave carenza di personale e anche su alcune criticità relative al benessere degli agenti come i servizi igienici, la climatizzazione e il vestiario in dotazione. Il sottosegretario Ostellari ha espresso la sua vicinanza al corpo di polizia penitenziaria e ha assicurato il suo impegno per dotare l’istituto penitenziario di Rovigo di un comandante e di un direttore in pianta stabile, come avevamo chiesto, e per affrontare il problema della carenza di personale, soprattutto per quanto riguarda sovrintendenti e ispettori».

Altro tema importante affrontato durante l’incontro è stato quello relativo alla gestione dei cosiddetti detenuti problematici, quei soggetti con problemi psichici che dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari sono stati assegnati ai vari istituti di pena. «Nel carcere di Rovigo – proseguono Terracciano, Iannuzzi e Vecchione – ce n’è una concentrazione piuttosto elevata, soprattutto rispetto al personale. Abbiamo chiesto che venga istituita una commissione formata dal direttore, dal provveditore, dal comandante e dalle parti sociali, che possa confrontarsi con la dirigenza della sanità regionale per intraprendere un percorso comune verso l’assegnazione ai vari istituti di pena di personale qualificato a gestire questi detenuti, dagli psicologi e psichiatri agli infermieri specializzati. Abbiamo anche chiesto che vengano programmati corsi di formazione per istruire alcuni agenti di polizia penitenziaria sulle tecniche più efficaci per gestire i soggetti più problematici e che in ogni istituto venga destinato a questo scopo un comparto qualificato. Non per isolare questi detenuti dal resto della popolazione carceraria, ma per avere uno spazio adeguato dove le persone con problemi psichici possano ricevere le cure necessarie a contenere la loro patologia».

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