Osserviamo che l’attuale amministrazione Barbujani si è distinta da subito per un’azione sistematica di contrasto alle scelte della precedente giunta Barbierato, quasi fosse una linea programmatica non scritta. Ovviamente non possono rinunciare alle scelte fatte dall’amministrazione civica che oggi fanno comodo, come il reperimento di finanziamenti, ma, quasi fosse una priorità, non perdono occasione per cercare di far dimenticare un’esperienza amministrativa al confronto della quale l’attuale si mostra alquanto sbiadita e inconsistente.
Questo loro imperativo, a volte nascosto, si evidenzia nella rimozione delle manifestazioni esterne, perché, evidentemente, Simoni ha detto che non si deve lasciare traccia dell’attività di IBC.
All’inizio si poteva pensare a una semplice dimenticanza, quando venne rimosso lo striscione dedicato a Giulio Regeni – con cui la nostra città, tra le prime in Italia, aveva chiesto verità per il giovane ricercatore ucciso in Egitto – senza mai più essere riposizionato, nemmeno in altro luogo. Eppure, in molte città italiane, anche più grandi di Adria, quello striscione è ancora ben visibile.
Poi è stata la volta del cartello che il sindaco Omar Barbierato aveva fatto apporre, dedicando i giardini di Corso Garibaldi a Tina Anselmi, staffetta partigiana, che guidò il ministero della sanità nel periodo di una riforma negli ultimi anni sempre più tradita: anche questo rimosso.
Oggi abbiamo la conferma che la cultura della cancellazione è un vero e proprio programma politico di Barbujani, perché il parco del quartiere Amolaretta, intitolato qualche anno fa a Gino Strada, su proposta del Forum Giovani, alla presenza del viceprefetto e dei vertici di Emergency, oggi è stato rinominato, nei cartelli apposti, “parco della solidarietà”. Quanto lungimirante e sempre attuale era stata invece quella intitolazione.
Evidentemente gli attuali amministratori cercano di cancellare la storia, perché si rendono conto che non sanno scriverne una nuova e originale. Impegno per il Bene Comune li invita allora ad impegnarsi in cose più importanti e a guardare avanti, se ci riescono, perché sono passati due anni e non si capisce ancora quali sono le idee forti e le scelte strategiche di chi governa Adria.



