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Integrazione delle rette per non autosufficienti: chi deve pagare?

Devo ringraziare il Dr. Tommaso Zerbinati,  Presidente del Cda della Casa del Sorriso, per le notizie che ho ricavato da una copia del  “Contratto di Ospitalità ed Accollo di Spesa”, documento che la gente firma per ricoverare i propri famigliari in condizioni di non autosufficienza,  nell’IPAB da lui presieduta.

E lo dovrebbero ringraziare anche i famigliari che pagano OGNI MESE, integrazioni delle rette non dovute.

Tale Contratto di Ospitalità contiene infatti preziose indicazioni  conseguenti alle precise disposizioni della Regione Veneto  che, con Delibera di Giunta n. 456 del 26 febbraio 2007, all’art. 11 – Attribuzione delle quote Retta per l’accoglienza nei Centri Servizi Residenziali, dice a tutti i veneti:

…. La quota di retta qualificata “alberghiera” è a carico della persona ospite o se del caso, del Comune, previamente informato, presso il quale il cittadino, risiede o era iscritto ai registri di anagrafe al momento dell’ingresso in un Centro Servizi (art. 6 c. 4  della Legge 328/2000)…..

Cari famigliari che troppo spesso vi  lamentate se pagate un bel po’ di soldi ogni mese per integrare il reddito ISEE del vostro famigliare non autosufficiente, perché quei soldi non li risparmiate, visto che la Regione Presieduta da Zaia,  dice che non sono a vostro carico, bensì a carico dei comuni?   

Siete quasi tutti così ricchi da voler pagare voi, volontariamente, anche la parte della retta che la legge prevede a carico dei Comuni?  Regola prevista anche dalla Casa del Sorriso di Badia Polesine, a pag. 2 del suo Contratto di Ospitalità! Comunque bravi i cittadini che pagano al posto del Comune!

Sono certo che anche il Sindaco Rossi, vi ringrazierà per questa vostra generosità!

Se invece,  pagare centinaia di euro ogni mese, vi pesa molto, ma non sapete come fare per evitare di pagare cifre non dovute, che dovrebbero essere pagate dai comuni, cosa potete fare?

Un consiglio ve lo dà, se leggete bene le carte da voi firmate, proprio il Contratto di Ospitalità indicatomi dal Presidente Zerbinati che a Pag. 3, vi indica la possibilità, se l’ISEE della persona ricoverata non copre il costo della retta, di chiedere ai comuni di pagare le cifre che molti di voi purtroppo continuano a pagare! La “compartecipazione” del comune siete voi che la dovete richiedere!!!

Al Presidente Zerbinati  però vorrei chiedere:  La Casa del Sorriso (questo vale per  tutte le altre Case di Riposo ed RSA polesane, venete ed italiane), visto il testo a pag. 8 del Contratto di Ospitalità ed Accollo di Spesa,  perché dopo aver ottenuto il calcolo del reddito ISEE del ricoverato, non fa un semplice confronto con la retta mensile e calcola qual è l’integrazione che il comune dovrebbe  versare?                                                                                                                                    E, salvo che alcuni famigliari non si offrano volontariamente di pagare qualche centinaio di euro OGNI MESE, chi altro, oltre a Comuni e ULSS (ad esempio per i malati di Alzheimer) dovrebbe pagare?

E di ciò, i suoi uffici,  informano  i  famigliari sottoscrittori del Contratto di Ospitalità, dicendo loro che, se vogliono,  possono recarsi  in municipio a chiedere che sia il comune a pagare l’integrazione?

Insomma, le integrazioni non dovrebbero essere pagate dai famigliari! Bensì dai Comuni, che, a mio giudizio, anche loro, dovrebbero informare  i propri cittadini che tale onere non spetta ai famigliari. E poi, cari sindaci, chi tra voi si lamenta che,  pagare le integrazioni di retta sarebbe pesante per i  bilanci comunali,  invece di lamentarsi e magari di far pagare ai propri cittadini costi non dovuti, pagate voi come prevede la Legge 328/2000 e chiedete il giusto rimborso alla Regione.

Brusco Guglielmo, PRC – Sanità Polesana

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