L’assessore Dina Merlo, con delega ai rifiuti per il Comune di Rovigo e componente del Comitato di Bacino rifiuti della provincia di Rovigo, interviene sui dati della raccolta rifiuti recentemente presentati da Arpav a livello regionale e di Bacino.
Come è andata la raccolta dei rifiuti negli anni 2021 e 2022
L’uscita del Report di Arpav a livello regionale con i dati sulla raccolta dei rifiuti riferita all’anno 2022, in confronto al 2021, permettono di fare alcune considerazioni e valutare il processo in corso nel nostro territorio, anche se in questi due anni non era ancora partita la trasformazione complessiva della raccolta a Rovigo in centro storico (2023) e nei quartieri più popolosi (ultimi 3mesi 2022). Questo è possibile a partire dalla lettura dei numeri, riferiti prevalentemente al confronto fra i diversi territori degli Enti di Bacino che controllano e gestiscono la raccolta rifiuti in Veneto. Per quanto riguarda il nostro territorio l’Ente di Bacino di raccolta dei rifiuti corrisponde al territorio provinciale dei 51 Comuni, quindi in larghissima parte le valutazioni sui dati riguardano l’intera provincia di Rovigo.
In generale a livello regionale i dati confermano un buon livello di gestione dei rifiuti in Veneto rispetto ai dati nazionali. Per la prima volta si comincia ad avere una inversione di tendenza nel senso che si riduce la produzione di rifiuti totali pro capite annuale, che nel 2022 è di 453 Kg/ab pari a – 2,4 % rispetto al 2021. Il valore medio di residuo pro capite (quello che non è possibile differenziare in nessun modo) è di 110 Kg/ab, la percentuale media di raccolta differenziata sempre a livello regionale è del 76%, anche se ci sono realtà come Treviso e Belluno dove la differenziata arriva all’86%, bacini peraltro dove la differenziata spinta e la tariffa puntuale sono in atto da parecchi anni. Un altro dato interessante a livello regionale è che il76% dei rifiuti viene avviato al recupero, quindi riciclato e trasformato dando luogo a recupero di materia ed energia con valorizzazione del rifiuto stesso.
Nel bacino di Rovigo la produzione di rifiuto totale nel 2022 è stata di 521 Kg/ab con una riduzione addirittura del 4% rispetto al 2021, ma all’interno di questo valore complessivo, se andiamo a scomporre il rifiuto nelle singole frazioni vediamo che nel Bacino provinciale di Rovigo il quantitativo di verde conferito è di 102 Kg, pari a circa il doppio di quello che avviene nel bacino di Padova (58Kg) e Verona (55 Kg) e ancora più alto nel confronto con Treviso (40 Kg) e Belluno (15Kg).
Esaminando in particolare la percentuale della raccolta differenziata nel bacino di Rovigo è passata dal 69% (2021) al 70,8% (2022), avvicinandosi molto alla media regionale (76%), ma rimanendo ben superiore ai bacini di Padova (66%) e Verona (53%). Certamente siamo ancora lontani da Treviso e Belluno, che hanno intrapreso la riorganizzazione della raccolta e l’introduzione della tariffa puntuale ben prima di Rovigo, ma dai primi riscontri le trasformazioni avvenute in 21 comuni della provincia di Rovigo nel 2023, incluso il capoluogo con una popolazione rilevante, porteranno ulteriori miglioramenti e contiamo certamente di poter raggiungere l’obiettivo regionale dell’80% entro il 2030. I rimanenti 29 comuni del Bacino della provincia di Rovigo entreranno in tariffa puntuale ad inizio 2024.
Cosa si può concludere rispetto a questi dati?
Il Veneto è una regione che presenta una buona situazione nella raccolta e gestione dei rifiuti. Il Polesine partiva da valori di differenziata piuttosto bassi fino a 3 o 4 anni fa, che ha determinato fino a due anni il pagamento alla Regione di una tassa ecologica. Il Bacino dei rifiuti di Rovigo, attraverso il piano industriale del Gestore Ecoambiente, ha iniziato un percorso di riorganizzazione della raccolta differenziata con l’introduzione su metà territorio a partire dal 2023 della tariffa puntuale. Le esperienze di altri territori più virtuosi in Veneto ci insegnano che queste sono le premesse per un rapido miglioramento dei livelli di differenziata, come infatti dimostrano già i primi riscontri anche sul nostro territorio. Ci aspettiamo che l’estensione della tariffa puntuale porterà rapidamente al raggiungimento degli obiettivi regionali (80%).
Positiva la tendenza anche a Rovigo della riduzione dei rifiuti totali, dove peraltro una fetta rilevante pari a circa il 20% è costituita dalla frazione verde, che nei progetti di trasformazione degli impianti di Ecoambiente potrebbe trovare opportunità di valorizzazione come sostanza organica, con vantaggi economici ed ambientali. E’ evidente che nei prossimi passaggi oltre a migliorare la differenziazione andranno perseguiti il recupero/riciclaggio e la riduzione dei rifiuti puntando su un’economia più circolare.



