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Linguaggio, musica e salute del cervello: un ponte tra scienza e comunità a Trecenta

Linguaggio e musica sono due pilastri dell’esperienza umana: universali, radicati nella biologia e al tempo stesso modellati dalla cultura. L’antropologia e le neuroscienze li considerano strumenti fondamentali di comunicazione, espressione e relazione. Non è un caso che, nelle moderne pratiche terapeutiche, la musica e il linguaggio tornino a intrecciarsi proprio là dove la scienza studia il cervello e le sue straordinarie capacità di recupero.

Su queste basi si fonda l’esperienza di A.L.I.C.E. Rovigo ODV – Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, da anni impegnata nella promozione della Salute del Cervello e nella prevenzione delle patologie neurologiche. Un impegno che guarda non solo al sostegno delle persone colpite da ictus, ma anche alla diffusione di una cultura della riabilitazione integrata, fondata sulla sinergia tra scienza, sanità e comunità, in linea con la visione “One Brain, One Health” della Società Italiana di Neurologia (SIN).

Proprio in quest’ottica, sabato 17 gennaio, presso l’Auditorium dell’Ospedale San Luca di Trecenta, ha avuto luogo la presentazione del progetto “Ritmo, melodia e arte in corsia”, un’iniziativa che integra musica, arte e teatro nei percorsi riabilitativi dei pazienti del reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione.
L’evento, organizzato da A.L.I.C.E. Rovigo con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo e dell’azienda Sicch Tech, ha visto una grande partecipazione di pubblico: l’Auditorium era gremito di persone attente e interessate, tra cui anche autorità quali on. Nadia Romeo, la Sindaca di Trecenta Anna Gottila vice presidente della Fondazione Banca del Monte Anna Paola Nezzoa testimonianza del forte legame tra territorio, sanità e cultura.

L’incontro ha rappresentato un autentico “viaggio al centro del cervello linguistico e canoro“, come suggerito dal titolo della relazione del prof. Kostantinos Priftis, esperto di neuroscienze cognitive dell’Università di Padova, che ha illustrato come linguaggio e musica condividano basi neurobiologiche comuni e possano sostenersi reciprocamente nei percorsi di recupero dopo una lesione cerebrale.

A seguire, l’intervento della musicoterapeuta Ilaria Bolzon ha approfondito il ruolo della musicoterapia e delle music-based interventions nei processi riabilitativi, evidenziando come il ritmo, la melodia e la vocalità possano stimolare la neuroplasticità e sostenere il recupero della comunicazione nei pazienti con afasia o altre disabilità neurologiche. La terapia musicale, infatti, sfrutta le funzioni residue dell’emisfero destro per riattivare circuiti linguistici danneggiati, favorendo così la riappropriazione della parola attraverso il canto e la ritmica.

Il progetto “Ritmo, melodia e arte in corsia”, inserito all’interno dei Progetti Riabilitativi Individuali del reparto, valorizza i linguaggi espressivi come strumenti di cura e di benessere emotivo, contrastando isolamento e solitudine nei momenti più fragili del percorso di guarigione. È un esempio virtuoso di come le conoscenze scientifiche sul funzionamento del cervello si traducano in azioni concrete, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e rafforzare la comunità intorno ai valori della solidarietà e della prevenzione.

L’iniziativa di Trecenta si inserisce nel più ampio percorso di A.L.I.C.E. Rovigo, che parteciperà anche al Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN) nell’ottobre 2025, continuando a promuovere il dialogo tra ricerca, associazionismo e territorio.

In un tempo in cui le malattie del cervello rappresentano una delle più grandi sfide sanitarie e sociali, esperienze come questa dimostrano che la salute del cervello non è solo una questione clinica, ma un investimento culturale, umano e comunitario.
Un percorso che unisce scienza e sensibilità, linguaggio e musica, per restituire alle persone non solo parole e movimento, ma anche armonia e speranza.

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