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L’invito del Coni a rafforzare il dialogo tra Comuni e associazioni sportive

Un maggior dialogo tra l’associazionismo sportivo e le pubbliche amministrazioni per garantire un futuro sereno allo sport polesano. E’ questo il messaggio forte lanciato dal riuscito incontro “I nuovi bisogni dello sport – Azioni concrete per servire davvero le Associazioni Sportive Dilettantistiche”, organizzato mercoledì sera dal Coni Rovigo e dalla Scuola Regionale dello Sport. Al Palazzo Roncale di Rovigo, messo gentilmente a disposizione della Fondazione Cariparo, circa metà dei Comuni polesani, molti rappresentati in prima persona dal sindaco, hanno ascoltato i preziosi consigli di Roberto Ghiretti, esperto di comunicazione e marketing in ambito sportivo a livello nazionale, già protagonista di altri importanti eventi organizzati in passato dal Coni Rovigo.

La sua relazione è stata introdotta dal saluto del delegato provinciale del Coni, Lucio Taschin che, nel dare il benvenuto ai partecipanti, ha ricordato il costante impegno del comitato a cinque cerchi polesano per avvicinare le amministrazioni comunali al mondo dell’associazionismo sportivo e alle sue problematiche. Lo sport rappresenta la più grande rete sociale, ma le sue dinamiche e le norme che lo disciplinano stanno cambiando rapidamente. Una riforma in atto a cui bisogna adattarsi, avendo ben chiara la direzione da seguire.

Nel suo lungo intervento anche Ghiretti ha fornito molti stimoli agli amministratori presenti, invitandoli soprattutto a stipulare un “patto sociale” con le realtà sportive dei loro territori di competenza. E’ emerso come sia indispensabile che Comuni e società sportive avviino un rapporto costante e concreto per definire insieme un percorso condiviso. I Comuni devono chiedere alle Associazioni Sportive Dilettantistiche di diventare loro partner nella definizione e realizzazione di progetti sportivi e comunitari, sfruttando il grande potenziale dello sport a livello sociale. Servono incontri periodici, un continuo intreccio di bisogni e necessità, per adattarsi alla riforma in atto e, soprattutto, per pianificare politiche che riportino interesse per lo sport tra le nuove generazioni, vincendo l’attuale preoccupante sedentarietà di molti giovani.
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