C’è qualcosa per cui vale la pena vivere, scrive il poeta palestinese Mahmud
Darwish. “Su questa terra” è un invito a resistere, riconoscere i propri diritti e a riattribuire dignità a ciò che rende la quotidianità tale.
L’aroma del pane fresco all’alba, scrive Darwish, il primo amore, l’erba su una pietra, gli scritti di Eschilo, le nuvole che “imitano uno stormo di creature”, l’ora d’aria in prigione.
“Si chiamava Palestina. Continua a chiamarsi Palestina”: la poesia di Mahmud Darwish è sulle pareti di questa casa fotografata un mese fa da una attivista di Mediterranea Polesine in Cisgiordania, nella regione a sud di Hebron.
Nel momento in cui l’orrore di Gaza continua, gli attacchi dei coloni israeliani sui civili palestinesi sono sempre più numerosi (126 nel solo mese di ottobre, denuncia l’Onu, il livello più alto almeno dal 2020) e in cui l’esercito israeliano sta compiendo un’operazione militare su larga scala nel nord della Cisgiordania, con migliaia di soldati e mezzi corazzati, è urgente parlare di Palestina.
Venerdì 12 dicembre dalle 19 alla Birreria Carpe Diem di Rovigo (via Silvestri 9) attiviste e attivisti impegnati in Palestina nel progetto di interposizione non violenta “Mediterranea with Palestine” portano la loro testimonianza sull’esperienza vissuta nei mesi scorsi in Cisgiordania: la minaccia quotidiana delle azioni violente dei coloni israeliani da un lato, e anche però il tempo trascorso vivendo giorno per giorno con le famiglie palestinesi.
Negli occhi le grandi distese di terra, gli ulivi, gli allevamenti di pecore, sotto questi cieli che hanno una luce indefinibile: «Si continua a rispondere alla violenza con il sumud, all’oppressione con la fermezza di chi pianta ulivi e versa tazze di tè».
Sumud è una parola araba che definisce la perseveranza, la fermezza, la resilienza di chi resiste all’occupazione e immagina mondi diversi e accoglienti per tutti.
Dalle 21.30 al Carpe diem suona la storica band dei Folletti del Grande bosco, in formazione acustica. Da sempre impegnati su questi temi. Osserva Andrea Benà: «Io penso che si sappia poco di quanto accade in Cisgiordania. Esserci, venerdì, con la nostra musica e la nostra presenza, nel nostro piccolo, è un modo per prendere posizione». Ingresso gratuito.
Mediterranea Saving Humans
E’ un’Associazione di promozione sociale (APS), nata nel 2018 come risposta concreta alle violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo centrale. Dall’unione tra realtà associative e persone comuni oggi le due navi Mediterranea e Mare Jonio costituiscono le uniche navi del soccorso civile battente bandiera italiana nell’attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo.
L’obiettivo è “essere dove bisogna essere, testimoniare ciò che accade e
soccorrere chiunque rischi di morire”.
Mediterranea è in Cisgiordania con il progetto “Mediterranea with Palestine”, a sostegno del movimento palestinese di resistenza non violenta Youth of Sumud, con iniziative di interposizione e documentazione dei soprusi compiuti dai coloni israeliani e dall’esercito contro la popolazione civile, all’interno di Operazione Colomba (iniziative di non violenza nelle zone di guerra).
Mediterranea è impegnata inoltre a Trieste, con l’associazione Linea d’Ombra, per aiutare i migranti che arrivano dalla rotta balcanica. E in Ucraina, con l’ambulatorio medico mobile e i team medico sanitari, in vari campi profughi nella regione di Leopoli.
Oggi Mediterranea è costituita da equipaggi di mare ed equipaggi di terra in tutta Italia. Info: https://mediterranearescue.org/it.
Mediterranea Polesine Rovigo, nata nel 2023, è su Facebook e Instagram.
Email: mediterranea.polesine.ro@gmail.com



