Nella partecipata serata di giovedì 07 maggio presso il Cinema Teatro Duomo di Rovigo è stato trasmesso il documentario-film “articolo 1” sul delicato tema delle morti sul lavoro, che ancora rimane una vera e propria emergenza anche nel nostro Territorio che nel 2025 è diventata la Provincia del Veneto con la più alta incidenza di morti sul lavoro in rapporto alla popolazione attiva.
Grazie alla consueta sensibilità ed attenzione degli organizzatori del Cinema Teatro Duomo di Rovigo, come Cgil Cisl e Uil di Rovigo – proprio a ridosso del 1 maggio – abbiamo voluto grazie a tale iniziativa tenere acceso un faro sul drammatico tema della salute e sicurezza sul lavoro. Troppo spesso tale questione suscita attenzione e sdegno solo nei giorni in cui avvengono incidenti mortali sul lavoro ma poi si spengono i riflettori e poco o nulla cambia, lasciando sole le famiglie di chi ha perso i propri cari nel proprio dolore.
Crediamo che invece questo tema debba essere assunto come una priorità quotidiana con interventi veri, che proponiamo da anni, sulla formazione di datori di lavoro, lavoratori e nelle scuole per cambiare la cultura sul lavoro e la sicurezza, così come sulla prevenzione investendo sul personale degli Enti preposti ed anche sulle sanzioni senza sconti che devono servire, ove necessario, da deterrente.
Come ha dimostrato anche il docu-film in alcuni settori lavorativi, a cominciare da dove si allunga la filiera di appalti e sub-appalti, la sicurezza dei lavoratori viene troppo di frequente vista come un costo da scaricare sulle persone, un rischio calcolato per far prevalere invece la logica del profitto. Anche su questo come Organizzazioni Sindacali proponiamo interventi normativi chiari e più stringenti.
Drammaticamente emblematica sotto tali aspetti è stata, dopo la proiezione del film, la testimonianza dei genitori e della sorella, presenti in sala, di Mattia Battistetti giovane lavoratore di 23 anni in una ditta in appalto deceduto sul lavoro in Provincia di Treviso. La coraggiosa mamma Monica con il racconto della loro tragica esperienza ha toccato l’anima di tutti i presenti, ricordando quanto la lotta per superare la piaga delle morti sul lavoro sia ancora una strada tortuosa e debba essere di tutti, perché a chiunque potrebbe accadere e dietro a queste storie ci sta la vita delle persone. Grazie alla testimonianza è arrivata anche una forte richiesta di giustizia per la morte di Mattia, fatto che ancora non è accaduto pur dopo 3 anni di processo penale.
I segretari generali di Cgil Cisl e Uil hanno anche citato il concreto lavoro che si sta svolgendo sulla salute e sicurezza sul lavoro nel “Tavolo” creato dalla Prefettura di Rovigo con la partecipazione di Cgil Cisl e Uil, degli Enti istituzionali che hanno competenze in materia di sicurezza sul lavoro e delle Associazioni Datoriali.
Infine è stato ricordato che è ancora possibile effettuare donazioni nel conto corrente che Cgil Cisl Uil hanno aperto per raccogliere fondi da devolvere alle famiglie di lavoratori deceduti sul lavoro in Polesine nel 2025.
Pieralberto Colombo – segretario generale Cgil Rovigo
Samuel Scavazzin – segretario generale Cisl Padova Rovigo
Gino Gregnanin – coordinatore provinciale Uil Rovigo



