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NO FIR: Le istituzioni avrebbero dovuto tutelare il territorio

 Non bastano le perizie dell’ultimo minuto: servono atti concreti».

Il Comitato No FIR prende atto della decisione di destinare fino a 30.000 euro a una perizia indipendente che possa supportare il Comune di Rovigo nella sua posizione di contrarietà al progetto FIR Srl, previsto nella zona di Borsea-San Sisto.

Le istituzioni menzionate come possibili scelte sono l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Padova. E’ necessario essere certi che questa consulenza possa offrire un contributo autorevole, indipendente e rigoroso. Un contributo che dovrà essere valutato con attenzione e tradursi in azioni concrete, perché il tempo delle dichiarazioni di principio è finito.

Le criticità rispetto questo progetto sono indubbie vista la qualità delle emissioni che ribadiamo, prevedono sostanze cancerogene come la formaldeide, o tossiche sistemiche come il fenolo, il biossido che causa silicosi polmonare ed è un cancerogeno certo, ammoniaca, tossica per inalazione e corrosiva per pelle e vie respiratorie.

Senza considerare l’aumento di polveri sottili in un territorio già fortemente compromesso.

Questo è il quadro nel quale si inserisce la possibile approvazione del progetto FIR e non saranno sufficienti “progetti per ambiente, sostenibilità e qualità dell’aria”, per mitigare gli effetti certi che ci saranno sulla salute della popolazione, nel corso degli anni, con conseguente aggravio sulla nostra sanità.

Il Comitato NO Fir vuole essere chiaro sulla sua posizione, e ritiene l’amministrazione comunale responsabile per l’aver favorito l’arrivo di questo progetto, come di altri impattanti, nel nostro territorio. Non è stato fatto abbastanza sin dall’inizio, quando la FIR si sarebbe potuta fermare preventivamente, chiedendo maggiori specifiche sulle materie prime utilizzate, pensando ad un piano di sviluppo del territorio lungimirante che non prevedesse l’introduzione della formaldeide tra le fonti emissive nella nostra area.

La formaldeide, ricordiamo, non era tra le emissioni associate a questo territorio finché l’impianto FIR non si è palesato al nostro orizzonte. Se il progetto verrà autorizzato, la formaldeide entrerà nel quadro delle emissioni da valutare e controllare. Questo è, già di per sé, un dato fortemente peggiorativo dello stato di salute del nostro ambiente e della minaccia che incomberà quotidianamente e per tutta la vita sulla salute dei nostri figli. A nostro avviso, da parte del Sindaco, il ruolo di tutore della salute pubblica non è stato esercitato così come previsto dalla legge.

Il Comitato chiede che siano chiariti gli sviluppi e gli impegni conseguenti all’ordine del giorno del 2 ottobre, i cittadini attendono risposte verificabili, non promesse.

L’amministrazione si era impegnata a richiedere a Asl e Arpav un’istruttoria approfondita dei possibili impatti ambientali e sanitari del progetto, da condurre anche ai sensi dell’art. 23 delle Norme tecniche del Piano particolareggiato vigente, anche nei confronti della popolazione scolastica, considerando in particolare gli effetti cumulativi con gli altri impianti presenti nel contesto territoriale. Non ci risulta che rispetto a questo Arpav sia intervenuta né sappiamo con quali tempi o modalità intenda farlo.

Si era impegnata, l’amministrazione, a garantire la massima trasparenza e informazione nei confronti del Consiglio Comunale, dei cittadini e delle comunità interessate rispetto all’evoluzione del procedimento. Perché allora, le osservazioni tecnico-sanitarie prodotte da Ulss su richiesta del Sindaco, protocollate in data 30 settembre sono state rese note agli stessi consiglieri solo in concomitanza con la Commissione consiliare del 23 ottobre.

Ancora, rispetto all’impegno preso per chiarire la classificazione di insalubrità, ricordiamo che è stata la Regione Veneto nella “Comunicazione di avvio procedure di rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico” del 19 marzo ad assegnare la Classificazione di industria insalubre al Comune di Rovigo e all’Azienda ULSS n. 5 Polesana. Perché ancora i due enti non si sono espressi in merito, visto il chiaro mandato formulato dall’Autorità regionale?

Vogliamo essere chiari anche sulle nostre attese e, nel merito, precisiamo che ci aspettiamo dall’amministrazione un chiaro sostegno economico nel caso in cui per bloccare l’impianto di Fir fosse necessario un oneroso ricorso.

Gli accordi e le interlocuzioni documentabili tra il sindaco e l’azienda, che il Comitato ritiene rilevanti per ricostruire la vicenda, impongono chiarezza. I cittadini hanno diritto di conoscere quali impegni siano stati assunti, quali decisioni siano state prese e quali iniziative siano state effettivamente adottate per impedire che un progetto tanto controverso si insediasse nel territorio.

Ci preme far emergere che FIR continua a sostenere, anche nei documenti integrativi depositati il 19 ottobre, di non dover versare all’amministrazione comunale il contributo straordinario previsto per legge che ammonterebbe a circa un milione e 300 mila euro. L’ing. Christian Scalabrin, nelle sue osservazioni in qualità di Dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Rovigo, aveva smentito questa richiesta, difendendo, di fatto, gli interessi della comunità. La rimozione del Dirigente dal suo incarico, proprio durante l’iter autorizzativo, è un ulteriore elemento che ci induce preoccupazione per le sorti del procedimento.

Vogliamo far sapere ai cittadini che stiamo lavorando alle osservazioni con i tempi brevissimi che ci sono stati concessi, solo 15 giorni per visionare tutto il corposo materiale integrativo prodotto da FIR. Due settimane sono pochissime per noi che non siamo dei tecnici e sono pochissime anche per i nostri tecnici. Pensiamo di essere stati penalizzati fin dall’inizio con il procedimento avviato durante l’estate e con il materiale non pubblicato e non reso disponibile e per le osservazioni nei tempi previsti. Per questi motivi, pretendiamo l’annullamento del procedimento e chiediamo a tutta la popolazione di sostenerci, perché in gioco c’è la salute dei nostri figli, i primi a dover essere tutelati anche grazie a osservazioni puntuali e complete.

Mercoledì 4 novembre saremo ricevuti dal Presidente Avv. Enrico Ferrarese cui esporremo le nostre considerazioni.

 

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