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Non si spegne la polemica ad Adria dopo il Giorno del Ricordo

Nuove ripercussioni, questa volta a seguito della risposta stizzita del vice Sindaco, dopo le polemiche sulla gestione della cerimonia del Giorno del Ricordo ad Adria.

Scende in polemica il Partito Democratico, con un suo comunicato.
“Adria è stata una delle prime città d’Italia a dedicare una targa marmorea al ricordo del dramma degli esuli istriani, fiumani e dalmati. L’iniziativa, promossa nel 2006 dal sindaco Antonio Lodo, portò alla collocazione della lapide sul muro dell’Istituto Magistrale in via Bocchi, uno dei luoghi più frequentati dagli studenti.
In tutti questi anni, le stesse organizzazioni dell’estrema destra hanno potuto deporre i propri fiori ai piedi della lapide in occasione del 10 febbraio, Giorno del Ricordo. Nel 2023, appena rieletto, il sindaco Massimo Barbujani propose di cambiare la denominazione del Viale del Cimitero in “Via Martiri delle Foibe”. La proposta incontrò molte e trasversali contrarietà e si ipotizzò che fosse un debito elettorale da pagare a Polesine Azione, l’associazione composta da giovani nostalgici del ventennio, in cambio dei consensi ricevuti.
Dopo un acceso dibattito, con il consenso anche del Partito Democratico, dell’A.N.P.I. e delle altre associazioni, si decise di collocare una targa dedicatoria con la stessa titolazione in un’aiuola dei giardinetti di fronte alla Chiesa della Tomba.
L’inaugurazione si è svolta lunedì 10 febbraio u.s., in occasione della Giornata del Ricordo. Barbujani, in questa occasione, ha compiuto un atto gravissimo: al di fuori di qualsiasi accordo e regola protocollare, ha invitato il rappresentante di Polesine Azione a deporre un mazzo di fiori ai piedi della lapide, riconoscendo di fatto l’associazione della destra estremista.
Legittima è l’indignazione delle forze che si richiamano all’antifascismo, manifestata in questi giorni . Esemplare è stata la lezione di stile della delegazione dell’Anpi che, nonostante la chiara e deliberata provocazione, non ha
abbandonato la cerimonia, per rispetto di ciò che si commemorava, dei rappresentanti delle istituzioni, delle altre associazioni combattentistiche e dei cittadini presenti.
A rendere ancora più grave il contesto si è aggiunto l’intervento bilioso sulla stampa del Vice Sindaco che ha sfoderato un linguaggio da guerra fredda anni ‘50, in netto contrasto con l’immagine moderata che cerca di accreditare di sé e, soprattutto, con il suo essere la seconda carica istituzionale di un comune con oltre 18.000 abitanti.
È evidente il tentativo ricorrente della destra, vecchia e nuova, di equiparare la Shoah, l’olocausto voluto da Hitler e Mussolini, a quanto avvenuto in Istria nei drammatici momenti, comunque deprecabile della fine della guerra e della caduta del regime fascista.”

Anche la sezione ANPI “Arduino Nali” di Adria, presente alla cerimonia, ha espresso in una lettera al Sindaco la sua indignazione.
“Signor Sindaco lunedì 10 febbraio abbiamo, come di consueto, partecipato alla cerimonia istituzionale realizzata in occasione della Giornata del Ricordo (l. 30 marzo 2024, n°92).In tale occasione, diversamente dal programma della cerimonia, Lei offriva a Polesine Azione l’occasione per deporre un mazzo di fiori ai piedi della targa a ricordo degli Istriani, Fiumani e Dalmati uccisi e gettati nelle foibe. Al temine della deposizione del mazzo di fiori ai piedi della suddetta targa, Lei offriva una stretta di mano al rappresentante di Polesine Azione. Tutto accadeva a modifica del programma istituzionale della celebrazione ufficialmente comunicato alle Associazioni presenti.
Quello che è accaduto è a nostra opinione gravissimo, poiché Lei non ha solo accettato, ma anche favorito, con modalità discutibili per una cerimonia pubblica ed istituzionale, la legittimazione di Polesine Azione. Ciò lede il rapporto di lealtà, fiducia e verità storica tra noi sino ad oggi intercorso.
Le evidenziamo che il Prefetto di Rovigo nel gennaio 2024 ebbe modo di ricordare il “curriculum” di Polesine Azione, che in passato era stata anche denunciata per l’apposizione di striscioni di insulti in proprietà privata. Tale sodalizio è noto, aggiungiamo noi, anche ad Adria per atti “provocatori” in particolare nei confronti dell’ANPI e di rappresentanti delle istituzioni.
L’ANPI adriese, nonostante il grave fatto accaduto, è rimasta consapevolmente e responsabilmente al proprio posto facendo prevalere il senso istituzionale e civico che comporta rappresentare l’Associazione, ma anche per rispettare la presenza degli studenti, delle autorità, delle altre Associazioni, dei cittadini e della nostra comunità tutta che come noi era lì convenuta per onorare la Giornata del Ricordo!”

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