Una nota da Valter Ciancaglia, Segretario generale FLC Cgil Rovigo
Nei giorni scorsi, in Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la legge 233 del Dicembre 2021 di conversione del decreto legge 152/21, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose.
Nella complessa e articolata definizione della legge, per quanto attiene all’Istruzione e Ricerca, sono state inserite alcune modifiche relative all’attuazione del piano “Sviluppo delle competenze digitali” e al “Piano di sostituzione di edifici scolastici e di riqualificazione energetica” (Rivoluzione verde e transizione ecologica).
Nello specifico, al fine di favorire e migliorare l’apprendimento e le competenze digitali, nel triennio 2022/23 – 2024/25 tra le priorità nazionali è stata individuata la formazione dei docenti rispetto all’approccio agli apprendimenti della programmazione informatica e alla didattica digitale, con l’intento di perseguire nelle scuole di ogni ordine e grado lo sviluppo delle competenze digitali nell’ambito degli insegnamenti esistenti.
Rispetto alla “Rivoluzione verde” il Piano destina un finanziamento di 800 milioni di euro per la costruzione di scuole” innovative”, “sostenibili”,” inclusive”. A tal fine, si prevede l’indizione di un concorso di progettazione, al termine del quale i progetti di fattibilità tecnica ed economica divengono di proprietà degli enti locali che attuano gli interventi.
Le risorse stanziate sono cospicue e certamente necessarie ma quello di cui non ci si deve dimenticare è che necessitano investimenti anche per quanto riguarda il personale, sia in termine di numeri di addetti che di risorse per i rinnovi contrattuali. Di qualità stessa pertanto del lavoro, ancor più in un ambito come l’istruzione così importante per uno Stato civile ed il suo futuro.
Senza un’adeguata dotazione di organico e un doveroso rinnovo contrattuale (sotto forma anche e non solo di riconoscimento economico) si rischia di mettere ancora più in crisi il sistema istruzione, già molto provato dalla situazione pandemica, che dovrebbe invece essere uno dei pilastri della ripartenza dei prossimi anni e che negli anni passati ha subito spesso inaccettabili tagli di risorse.
Come sindacato FLC CGIL continueremo nel nostro impegno, anche locale, per far si che nell’utilizzo di queste risorse del Piano nazionale siano anche mantenuti gli impegni del Ministro dell’istruzione nel voler affrontare seriamente le molte problematiche aperte, a partire da quella delle risorse umane, evitando che rimangano solo “buone intenzioni”. I Lavoratori del settore non possono più aspettare.



