Arena Don Arrigo Ragazzi gremita, sedie aggiunte all’ultimo momento e pubblico anche in piedi: il concerto di Filippo Graziani ha registrato il tutto esaurito nella serata di ieri, 5 agosto, confermando ancora una volta il forte legame che unisce il pubblico alla musica di Ivan Graziani, riletta con sensibilità e spontaneità dal figlio Filippo nell’ambito della rassegna Tra Ville e Giardini 2026.
Ad aprire la serata è stata il sindaco di Ceneselli Angela Gazzi, che ha dato il benvenuto al numeroso pubblico, ringraziando la Provincia di Rovigo per la qualità degli eventi proposti e tutti i volontari del Comune che hanno contribuito a mantenere viva la tradizione di accoglienza del paese. Per la Provincia era presente la consigliera alla Cultura Lucia Ghiotti, che ha voluto ringraziare l’Ufficio Cultura dell’ente, «vero motore della rete dei Comuni», insieme ai sostenitori Regione del Veneto e Fondazione Cariparo, ricordando il lavoro della direzione artistica di Claudio Ronda. Quest’ultimo ha salutato anche i volontari di Emergency, presenti con il loro punto informativo, introducendo l’artista «che continua a far vivere il patrimonio musicale di uno dei grandi protagonisti della canzone italiana».
Sul palco, in trio acustico con Francesco Cardelli e Stefano Zambardino, Filippo Graziani ha scelto la strada della spontaneità. «Il trio acustico dà tanta libertà – ha raccontato al pubblico –. Anche papà ha girato per molti anni in questa formazione. Io mi diverto con loro, non c’è una vera scaletta: parto, li depisto, ma ormai mi conoscono e mi seguono». Ed è proprio questa libertà a caratterizzare la serata, dove lunghi passaggi improvvisati, dialoghi fra chitarra e tastiera e momenti di virtuosismo diventano il ponte naturale verso i brani del repertorio di Ivan Graziani.
Accanto ai grandi classici, accolti dagli applausi fin dalle prime note, trovano spazio canzoni meno frequentate ma particolarmente care a Filippo, come “Nino Dale”, dedicata al mentore artistico del padre. Non mancano “Monna Lisa”, “Lugano addio”, “Maledette malelingue”, fino al crescendo finale con “Pigro” e il bis affidato a “Firenze”.
Tra un brano e l’altro Filippo conversa con il pubblico, scherza sul dialetto di questa terra di confine, ironizza sull’afa e sugli insetti che gli volteggiano attorno – una cimice sembra scegliere il microfono come posto d’onore per tutta “Agnese” – e trasforma il concerto in un incontro diretto, spontaneo e senza formalità. Una serata torrida, resa più leggera dall’ironia dell’artista che, circondato dagli insetti attratti dalle luci del palco, scherza con il pubblico: «Sono un albero di Natale per le bestie!».
Il concerto cresce progressivamente d’intensità fino ai lunghi applausi finali. Il pubblico, che aveva accompagnato con entusiasmo gli attacchi dei brani più celebri, non si accontenta del bis e continua ad applaudire a lungo. Al termine dello spettacolo, decine di persone si riversano dietro il palco per incontrare Filippo Graziani: ne nasce un vero e proprio assalto di affetto, tra selfie, strette di mano e firmacopie, a testimonianza del forte legame che continua a unire il pubblico alla musica di Ivan Graziani e all’interpretazione appassionata che il figlio ne porta in scena.
Tra Ville e Giardini 2026



