Notizie

“Storicizzare l’intelligenza artificiale”

L’intelligenza artificiale è spesso raccontata come una rivoluzione recente, figlia della Silicon Valley e del futuro. Ma cosa succede se la guardiamo con gli occhi della storia? Se proviamo a capire dove e quando è nata l’idea che i comportamenti umani potessero essere simulati, previsti, persino guidati da una macchina? A queste domande risponderà l’incontro “Storicizzare l’intelligenza artificiale”, in programma mercoledì 21 maggio alle ore 18 all’Urban Digital Center di Rovigo, nell’ambito del Maggio Rodigino 2025.
A partire dal saggio Simulmatics della storica americana Jill Lepore, il dialogo coinvolgerà voci diverse del mondo accademico e della cultura:
Margherita Angelini, docente presso l’Università Kore di Enna
Piero Brunello, storico e saggista, già docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia
Andrea Caracausi, professore di storia economica all’Università di Padova
Carlo Cavriani, presidente dell’Associazione Minelliana
Michele Nani, ricercatore del CNR – Istituto di Studi sul Mediterraneo di Ferrara
L’iniziativa è promossa dal Seminario polesano di storia sociale in collaborazione con l’Associazione Minelliana, da sempre attenta ai temi della memoria storica e dell’evoluzione culturale nel contesto contemporaneo.
Il libro di Jill Lepore, al centro della discussione, ricostruisce con precisione storica e brillantezza narrativa la parabola della Simulmatics Corporation, una piccola società americana fondata nel 1959 da un gruppo di scienziati sociali. Il loro sogno – oggi terribilmente attuale – era utilizzare la potenza di calcolo dei computer per prevedere i comportamenti umani. Dati, algoritmi, profili psicologici e messaggi mirati: l’obiettivo era anticipare decisioni e orientare opinioni, dal marketing alla politica, dalla guerra in Vietnam alle elezioni presidenziali.
Il progetto conquistò spin doctor, militari e grandi aziende, ma nel giro di pochi anni naufragò in mezzo a fallimenti finanziari, scandali giudiziari e tensioni personali. Eppure, ciò che Simulmatics provò a fare più di sessant’anni fa è oggi la normalità nei modelli predittivi delle grandi piattaforme digitali.
Rileggere quella storia oggi significa capire meglio il nostro presente, dominato da algoritmi che raccolgono dati, profilano cittadini e influenzano le scelte quotidiane. Significa anche riflettere sull’etica della tecnologia, sul ruolo delle scienze sociali e sulla necessità di costruire strumenti critici per affrontare una realtà sempre più automatizzata.
L’incontro è aperto al pubblico, a ingresso libero, e rappresenta un’occasione preziosa per intrecciare storia, tecnologia e pensiero critico.
Per informazioniwww.minelliana.it – info@minelliana.it
Condividi