

In democrazia il Sindaco ha un ruolo istituzionale di rappresentanza di tutti i cittadini, non solo di chi la pensa allo stesso modo.
Usare l’aula consiliare per esprimere contrarietà personale a manifestazioni pubbliche con toni che rasentano l’offensivo è un uso improprio della funzione. Il Consiglio comunale è il luogo del confronto politico sulle scelte amministrative, non il pulpito per giudizi di valore su eventi che non violano la legge e che rientrano nei diritti di riunione e manifestazione tutelati dall’art. 17 e 21 della Costituzione.
Quando chi ricopre una carica istituzionale parla, le sue parole pesano di più. Se il confine tra opinione personale e posizione istituzionale si confonde, si manda un messaggio sbagliato distorto ai cittadini
Difendo due principi: legalità e libertà.
Il compito dell’amministrazione è assicurare ordine pubblico, pulizia e viabilità, mentre i cittadini hanno la libertà di manifestare rispettando la legge.
Ritengo che Rovigo abbia bisogno di meno polemiche identitarie e più attenzione ai problemi concreti: sicurezza, decoro, lavoro, servizi. Usare il Pride per dividersi serve solo a spostare l’attenzione da ciò che non funziona in città.
Antonio Rossini capogruppo Noi per Rovigo


