Notizie

Istituzioni e giovani per combattere la disuguaglianza di genere

“No è no” Questo il titolo dell’evento che ha avuto luogo presso il teatro Cotogni di Castelmassa venerdì 22 in occasione della “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. L’evento organizzato dalla Consigliera di parità Rosato, quest’anno ha accolto studenti ed istituzioni che insieme hanno presentato progetti e relazioni che mirano a sensibilizzare soprattutto i più giovani sul tema della violenza di genere.

Ad aprire l’incontro è il Presidente della provincia Enrico Ferrarese che interviene esaltando il valore del rispetto nella nostra società. Rispetto che deve essere non solo mirato all’eliminazione della discriminazione femminile, ma anche in ottica più generale come principio fondante la nostra società.

Interviene poi il sindaco di Castelmassa Federico Ragazzi che richiama soprattutto i giovani a non essere indifferenti e a rimanere vigili in quanto il morbo della violenza si annida anche nella vita di tutti i giorni. Ribadisce poi l’impegno soprattutto in ambito scolastico per sensibilizzare i ragazzi su questo tema. Sulla stessa falsariga è l’intervento della Viceprefetto Vicario di Rovigo Valeria Gaspari che richiama alla quotidianità della violenza di genere non solo come fenomeno estremo, ma come comportamenti abitudinari insinuati nella tradizione culturale del nostro paese che con l’impegno e la partecipazione sociale possono essere superati.

La parola passa poi alla Consigliera Lucia Ghiotti con delega alle pari opportunità, che contenta della gran presenza di giovani, decide di rivolgersi a loro, mostrandosi grata dell’impegno in una lotta che li riguarda in prima persona e che deciderà quali persone vogliono essere nel futuro, passa poi a loro per valorizzare a pieno gli elaborati.

Ad introdurre i lavori degli studenti è quindi la dirigente scolastica Angela Belfiore, attentissima nel suo istituto (IIS Munari) a promuovere iniziative e soprattutto incontri per coinvolgere i ragazzi attivamente. Premessa rispettata a pieno quando poi i giovani studenti si presentano sul palco mostrando al pubblico i loro prodotti, accomunati dalla riflessione sulla frase: “L’amore non uccide”. Si inizia la carrellata di interventi delle classi con brevi toccanti monologhi che si rifacevano a storie di violenza pervenute agli onori della cronaca; si passa poi a vere e proprie opere d’arte quali magliette e quadri che tentano in modo artistico di riprodurre il tema dell’amore malato di violenza. Si passa infine alla lettura di toccanti poesie in italiano, inglese e tedesco che sembrano evidenziare il fil rouge che unisce tutti i popoli nella lotta per raggiungere la parità di genere.

Intervengono poi i ragazzi della Consulta provinciale studentesca (CPS), che manifestano l’impegno dell’organizzazione studentesca e presentano elaborati questa volta di tipo narrativo.

Infine, precisi e profondi sono stati gli interventi prima della psicologa clinica Silvia Cavalieri che in un dialogo con i ragazzi seduti nel pubblico fa emergere nuove prospettive e spunti di riflessioni che gli studenti dell’Istituto Munari hanno prontamente colto. Dopo l’avvocata Roberta Cusin che attraverso due casi storici ha mostrato la lentezza del nostro paese nell’adeguare la normativa codicistica ad un modello improntato sulla parità di genere.

A prendere le fila del discorso sono quindi la Consigliera alle pari opportunità Loredana Rosato e la dirigente dell’Istituto Munari, Angela Belfiore che chiudono la rassegna di presentazioni evidenziando “il potente ruolo che possono svolgere i giovani in quanto generazione del futuro nell’affermare un nuovo paradigma di uguaglianza che vinca definitivamente la prevaricazione di genere” perché “l’amore non può e non deve essere violenza in una società come la nostra”.

Condividi