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All’ARCI Maurizio Romanato parla di Indro Montanelli mercoledì 22 dicembre

Una personalità troppo ricca e complessa per essere ridotta a una formula o a un’etichetta. Indro Montanelli nella sua settantennale attività ha lasciato un’impronta lunga e duratura su larga parte dell’opinione pubblica italiana e anche sul costume giornalistico italiano. A vent’anni dalla scomparsa, il giornalista toscano fa ancora discutere tra ammiratori e detrattori. La statua che lo ricorda a Milano è stata recentemente imbrattata in segno di disprezzo da ignoti, ma al di là delle polemiche sul gesto, non si può trascurare il fatto che Montanelli è riuscito a farsi portavoce del senso comune dell’italiano medio, mediante un’attività giornalistica e letteraria che ha pochi paragoni per importanza e dimensione.

Luci e ombre di una figura centrale nel giornalismo italiano del XX secolo e nella cultura nazionale, saranno messe in evidenza mercoledì 22 dicembre alle 18 nella saletta dell’Arci in viale Trieste a Rovigo dal giornalista Maurizio Romanato durante una conversazione che rientra nella serie delle Ricorrenze sui grandi personaggi. Sarà l’occasione per approfondire i vari aspetti di un impegno professionale che ha portato l’editorialista del Corriere della Sera e direttore del Giornale e della Voce ad essere considerato come uno degli intellettuali di riferimento dell’Italia del Dopoguerra.

Ingresso libero con Greenpass.

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