L’uscita sui social media sul tema della richiesta di spazi adeguati nei cimiteri per le inumazioni di rito islamico, da molti ritenuta improvvida, della Sindaco Cittadin, a seguito dell’interrogazione fatta in Consiglio comunale dalla consigliera di minoranza Elena Rossi, ha suscitato molte polemiche.
A parte la dichiarazione del consigliere Rossini che riportiamo in un altro articolo, si sono susseguiti molti interventi, da parte di esponenti sia del centro destra che delle opposizioni.
Ma forse uno dei più incisivi è stato quello di don Andrea Varliero, parroco di S. Bortolo protagonista in questi di diverse iniziative interreligiose, soprattutto con la popolazione islamica ma anche ortodossa o cristiana del territorio ucraino.
Intervistato da La Voce il parroco ha in particolare dichiarato: “chiederei alle istituzioni un uso dei social più consapevole. Si rischia di esasperare gli animi e creare tensioni in un periodo, come quello attuale segnato dalle guerre. Non tutto può passare per la ‘pancia’: serve studio, ricerca e la capacità di sedersi attorno a un tavolo per meditare sulle criticità ma anche sulle opportunità”.
A questo scopo San Bortolo ha organizzato un tavolo interreligioso per giorno 18 gennaio alle 19, al teatro di San Bortolo con i rappresentanti di varie religioni. Il titolo è “Sorella morte. Un dialogo sui riti, le preghiere e le prospettive dell’aldilà” che, “lungi dal dividere, mira a sottolineare ciò che accomuna ogni essere umano di fronte all’inevitabile fine della vita”. Saranno presenti i rappresentanti di varie comunità religiose presenti nel territorio tra cui Kamel Layachi, imam delle comunità islamiche del Veneto.



