Questa mattina Rovigo si è svegliata con l’amaro in bocca. Non solo per l’ennesimo episodio di sangue che ha turbato il cuore della città ma ,anche ,per il solito modo con cui la sindaca ha commentato l’accoltellamento avvenuto in Corso del Popolo nella notte : toni duri, da comizio più che da istituzione. Nessuno nega la gravità di quanto accaduto. È inaccettabile che il centro storico diventi teatro di risse e violenze, ma è altrettanto pericoloso trasformare la legittima richiesta di sicurezza in un linguaggio aggressivo e polarizzante, che rischia di alimentare tensioni e paure. In momenti delicati come questo, le parole possono diventare benzina su un fuoco già acceso. Definire intere comunità con stereotipi o toni da “noi contro loro” non aiuta a risolvere i problemi, ma rischia di legittimare reazioni scomposte e sentimenti d’odio che si diffondono sui social e nelle piazze. Ci si dovrebbe interrogare ,piuttosto, su cosa sta succedendo a Rovigo. Ci vuole un sindaco capace di ascoltare, non di urlare, capace di allargare lo sguardo affrontando la complessità dei problemi. La forza delle istituzioni sta nella capacità di dare vere risposte alla comunità preoccupata. Dobbiamo comunque constatare che con questa amministrazione, la percezione della sicurezza da parte dei cittadini non è certo aumentata.
Associazione Civica per Rovigo



