Nei giorni scorsi l’ incendio che ha interessato l’area di parco Langer rappresenta, secondo Legambiente Rovigo, un fallimento politico-amministrativo di chi governa la cosa pubblica.
Parco Langer è un’area della città dalle altissime potenzialità ecosistemiche ed ambientali e rappresenta emblematicamente un luogo che deve essere rigenerato e deve diventare il polmone verde della città. Un’area vissuta dai cittadini che sia hub di biodiversità e contemporaneamente un rifugio climatico e un simbolo nella lotta al cambiamento climatico ed al consumo di suolo.
In una città sempre più esposta agli effetti della crisi climatica, il recupero delle aree verdi non è un lusso, ma una priorità strategica.
Messaggio ben chiaro nel progetto di riqualificazione dell’area già finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ma di cui il Comune non parla più.
Proprio per l’alto valore di questo luogo Legambiente Rovigo ha più volte sollecitato l’amministrazione di Palazzo Nodari per avere notizie certe sulla vicenda. Ma ormai a 365 giorni dalla prima richiesta di incontro, a cui ne sono seguite altre, le risposte su un confronto e sul progetto di riqualificazione non sono arrivate in quanto pare che l’amministrazione ritenga che non ci siano ad oggi “novità degne di nota”.
Dopo l’ennesimo rimbalzo ricevuto in questi giorni e dopo il recente incendio che ha interessato l’area, l’associazione rivolge un appello pubblico alle istituzioni: il Comune di Rovigo e l’Agenzia del Demanio si assumano pienamente la responsabilità di portare avanti la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’area attraverso il progetto di riqualificazione esistente per tutelare e rendere fruibile una delle aree verdi più importanti della città.
Parco Langer può e deve diventare un esempio di rigenerazione urbana ed ecologica, capace di coniugare tutela ambientale, biodiversità, fruizione pubblica e qualità della vita urbana.
Legambiente ritiene inoltre grave e profondamente scorretto l’atteggiamento che si sta tenendo che alimenta un dibattito pubblico basato su cifre e scenari economici che, allo stato attuale, non trovano ancora un fondamento tecnico definitivo. L’analisi del rischio, non ancora terminata, rappresenta infatti uno strumento indispensabile per comprendere l’effettiva situazione ambientale dell’area, individuare eventuali criticità e definire gli interventi di bonifica realmente necessari.
Anticipare pubblicamente costi milionari senza che il percorso tecnico sia stato completato rischia di generare allarmismo, disinformazione e una narrazione fuorviante nei confronti dei cittadini.
“Oggi non è più accettabile assistere a continui rinvii di confronti e dichiarazioni sulla stampa senza essere in possesso di dati certi” – dichiara Caterina Nale presidente di Legambiente Rovigo. “Ci chiediamo quale sia l’obiettivo politico di queste uscite pubbliche. Il nostro timore è che si voglia cambiare rotta e giustificare future rinunce alla riqualificazione dell’area o preventivamente su motivazioni economiche. La presenza di criticità ambientali non può diventare il pretesto per lasciare il parco chiuso e degradato indefinitamente. Al contrario, proprio la situazione esistente impone alle istituzioni un’assunzione di responsabilità chiara e concreta, finalizzata alla bonifica, alla messa in sicurezza e alla riqualificazione complessiva dell’area.”
Per Legambiente Rovigo, l’incendio deve far suonare la campanella d’allarme: il Comune non può più limitarsi a gestire le emergenze quando accadono fatti gravi, ma deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa del futuro di un’area strategica e di fondamentale importanza per la comunità come Parco Langer.
Per informazioni: Caterina Nale cell. 331 7601307



