

Vanni Destro, della Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell’ambiente, ha inviato il comunicato seguente, che volentieri pubblichiamo.
Pian pianino ci siamo arrivati.
L’8 di gennaio il Comitato per lo screening VIA provinciale deciderà se assoggettare o meno alla valutazione d’impatto ambientale il progetto per la realizzazione di un impianto a desorbimento termico (si separano vaporizzandoli e poi bruciandoli gli inquinanti contenuti in terreni contaminati da idrocarburi ed altre sostanze nocive e pericolose) proposto dalla società Ecopol S.r.l., 10000 euro di capitale sociale di cui un quarto versato, nell’ex inceneritore di via Amendola a Rovigo che la società di costruzioni Dondi ha trasformato in un centro di stoccaggio per rifiuti pericolosi.
Sarebbe logico e razionale che il progetto fosse sottoposto a VIA, ma di questi tempi siamo avvezzi, tra l’ennesimo impianto per produrre biometano e impianti di trattamento di fanghi da depurazione a rischio Pfas che sembrano essere ormai le attività principali da calare nei nostri territori, a non sorprenderci se logica e raziocinio vengano messi da parte.
Per questo siamo comunque attrezzati con supporti legali che non rendono vita facile a chi vede solo il profitto e poco o nulla la salute.
La cittadinanza rodigina non è certo tranquilla e i suoi rappresentanti in Comune, sia maggioranza che opposizione, hanno dichiarato pubblicamente il proprio favore all’assoggettamento alla VIA e, nonostante poi siano rimbalzate accuse reciproche di responsabilità, noi vogliamo prendere per buona questa trasversalità.
Vogliamo anche sollecitare l’attenzione del Presidente della Provincia, il cui ruolo è sicuramente di peso nella questione, nel chiedere l’applicazione delle cautele più stringenti a garanzia della salute dei cittadini.
Restiamo in attesa fiduciosi, ma non inerti, della decisione che verrà assunta nell’auspicio che l’Epifania, dopo le feste, ci porti la VIA.
Per Ecopol.


