Con il Consigliere Diego Crivellari, come anticipato nella conferenza stampa di fine luglio, abbiamo presentato, in data 06/8/2026, all’attenzione e valutazione del Consiglio Comunale la mozione in oggetto meglio specificata.
Il tema attiene all’opportunità di insidiare in una zona come Borsea, e cioè in un contesto già interessato da attività produttive di rilevante impatto, uno stabilimento per un’attività industriale che può avere conseguenze significative con riferimento alla qualità dell’aria, alla salute pubblica, all’ambiente.
Come noto i forni che fondono il basalto (pietra molto dura di origine vulcanica utilizzata anche in edilizia) a circa 1400-1500°c possono emettere ossidi di azoto, ossido di zolfo, polveri sottili, monossido di carbonio e anche, a seconda del processo produttivo e delle resine utilizzate, componenti organici volatili (COV), formaldeide e altre sostanze.
Se le emissioni superano i limiti di legge o si sommano a un contesto già inquinato, possono aumentare il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, soprattutto nei soggetti più vulnerabili (bambini, anziani e persone con patologie pregresse).
Tali impianti, di grandi dimensioni, oltre a comportare un aumento del traffico di mezzi pesanti per il trasporto di grandi quantità di basalto e di prodotto finito, con conseguenze dirette sulla viabilità, sulla sicurezza stradale, richiedono notevoli quantità di energia, acqua e superfici industriali.
Dal momento che il carico complessivo che graverà sul territorio (Borsea non è isolata: a pochi chilometri sorgono quartieri residenziali, scuole, strutture sportive e l’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Rovigo) è notevole, non è sufficiente affermare che le emissioni rispettano i limiti di legge.
Non vanno valutati cioè solo gli effetti del singolo impianto, ma anche gli effetti cumulativi derivanti dalla presenza di altre sorgenti emissive.
Ciò premesso si auspica vivamente che il dibattito in Consiglio Comunale non sia ideologico, pregiudiziale, maggioranza-opposizione, ma sia un confronto tra persone di buon senso che hanno sicuramente a cuore il problema del lavoro e della occupazione, ma anche e soprattutto quello della salute e dell’ambiente, della qualità della vita dei cittadini che non vanno sacrificati per il perseguimento dello sviluppo economico, soprattutto quando questo può essere raggiunto in localizzazioni alternative maggiormente compatibili con il territorio.
Palmiro Franco Tosini



