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Rette IRAS: Basta chiedere soldi alle famiglie. La legge parla chiaro

Rifondazione comunista interviene duramente sugli aumenti delle rette IRAS dopo che Guglielmo Brusco, impegnato da anni sui temi della sanità, ha evidenziato una situazione che rischia di colpire ingiustamente molte famiglie.
Le nuove tariffe 2026 sono già un peso. Ma c’è un punto che non può essere ignorato:
– Chi è in posto non convenzionato paga la retta intera.
– Chi è in posto convenzionato non deve pagare integrazioni.
La legge è chiarissima. La Legge 328/2000, art. 6, comma 4, recita:
“Per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il Comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all’eventuale integrazione economica.”
Non ci sono interpretazioni alternative e non ci sono “casi particolari”, in altre parole: Non ci sono scappatoie.
Invitiamo quindi tutte le persone coinvolte a non accettare richieste indebite.
E chiediamo all’IRAS di interrompere immediatamente la pratica delle “impegnative di spesa” rivolte a chi non le deve firmare.
Lanciamo un messaggio chiaro anche ai sindaci dei Comuni coinvolti che questa legge dovrebbero conoscerla molto bene. Ma se qualcuno non la conosce affatto, ora è il momento di studiare seriamente.
Non si governa sulla pelle delle famiglie ignorando le norme fondamentali.
I Comuni rispettino la legge e facciano la loro parte.
Se mancano risorse, si apra un confronto con la Regione Veneto, non con i familiari delle persone fragili.
Su questo tema, Rifondazione Comunista continuerà a vigilare, insieme al compagno Brusco, perché i diritti delle persone non vengano calpestati.
Rifondazione Comunista federazione della provincia di Rovigo
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