Il gruppo consigliare “ civica per Rovigo “ durante la seduta di ieri del consiglio comunale ha espresso un giudizio critico sulla delibera relativa alla proposta di transazione del contenzioso che vede coinvolti avanti il consiglio di Stato il comune e l’Iras.
La delibera non ha convinto prima di tutto sotto il profilo politico perché aldilà delle affermazioni “ propagandistiche “ della maggioranza non chiarisce se il milione e ottocentomila euro che il comune pagherà ad Iras sarà in grado di garantire l’equilibrio economico – finanziario che e’ venuto meno da anni e ha portato ad un lungo commissariamento dell’ente .
Sul punto in sede di discussione si e’ preso atto di quanto riferito da uno dei revisori di Iras che, tuttavia , non ha chiarito il reale coinvolgimento della Regione del Veneto . Ci si chiede quindi se effettivamente ,in futuro , Iras sarà in grado di garantire i servizi agli ospiti e alle famiglie e di tutelare i posti di lavoro .
Non dimentichiamo che proprio in questi giorni si e’ appreso dalla stampa , ed è’ stato confermato in aula, che i dipendenti hanno fatto importanti rinunce economiche nella trattativa con l’ente .
La delibera inoltre stabilisce che il comune di Rovigo rientri “ formalmente “ nel possesso di casa Serena senza tuttavia prevedere , neppure nel lungo periodo , quale sarà l’utilizzo o la destinazione di questo immobile.
L’unica cosa certa sono le spese che il comune dovrà sostenere negli anni per la custodia ed un minimo di manutenzione di quello che e’ diventato il più grande e significativo vuoto urbano.
Proprio per scongiurare questo pericolo durante l’amministrazione Gaffeo si era provato a costruire una soluzione che prevedeva , da una parte il superamento della controversia con Iras e il riequibrio economico – finanziario dell’ente , dall’altra la riqualificazione di casa Serena e il suo futuro utilizzo per attività di carattere socio assistenziale .
All’epoca , tuttavia , e’ venuto a mancare ad un certo punto il supporto della regione . La delibera di ieri non ha comunque convinto i consiglieri della civica non solo sotto il profilo politico ma anche per i dubbi di legittimità dell’atto se si considera che nessun dirigente del comune di Rovigo ha ritenuto di esprimere un parere di conformità alle norme fiscali .
Per questo dopo la lunga discussione e gli approfondimenti , si e’ preferito non partecipare al voto lasciando alla maggioranza che ha gestito i rapporti con l’ente e la regione e aveva le necessarie presenze in aula , di approvare il provvedimento .



