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A Badia la Giornata della Memoria

Il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici dell’Armata Rossa superarono il cancello del campo di sterminio nazista di Auschwitz – quello con la scritta “Arbeit macht frei” – che era già stato evacuato, trovarono circa 7 mila prigionieri ed ebbero la conferma dell’uccisione di massa di centinaia di migliaia di persone.

L’Istituto di studi e ricerche storiche e sociali (ISERS) con il concorso dell’Amministrazione comunale di Badia Polesine e la condivisione dell’iniziativa da parte di Biblioteca Civica “G.G. Bronziero”, il Sistema Bibliotecario Provinciale, il Sodalizio Vandadiciense, il Centro di Documentazione Polesano e il CTG-Gruppo Mongolfiera, RICORDANO questo evento con un incontro il cui carattere si sofferma su alcune peculiarità della cultura che possiamo definire “ebraica” (per l’ascendenza degli autori o delle loro famiglie, considerando però che molte di queste erano già laiche) che nell’Europa di fine ‘800 e ancora di più del ‘900 ha dato esempi altissimi in diversi settori: letteratura, musica, pittura, ecc. Per dare alcuni esempi in termini numerici, le persone conosciute come ebrei o di origini ebraiche, che sono state insignite di un Premio Nobel, sono state 193, il che viene a rappresentare il 22% di tutti i destinatari dell’onorificenza in tutto il mondo tra il 1901 e il 2014.

L’appuntamento del prossimo lunedì 20 gennaio a Badia in Sala “Soffiantini” in Abbazia della Vangadizza alle ore 21, puntualizza alcuni passaggi letterari ispirati dall’ebraicità degli autori (Kafka, Svevo, Wiesel, Ginzburg, Levi, ecc.,) affrontati da Luca De Angelis nell’incontro avente per tema:

Sguardi letterari sulla condizione ebraica: dall’uscita del ghetto alla Shoah

Luca DE ANGELIS

Laureato a Ferrara (1990), è stato borsista presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, ha insegnato nelle università di Trento, Trieste e Münster. Fa parte del comitato scientifico di International Conferences on Jewish Italian Literature (ICOJIL) e di Literature et judéité (LIEJ); ha collaborato con «Pagine ebraiche». Da molti anni si dedica all’approfondimento dell’antisemitismo culturale e più in generale della condizione ebraica, evidenziando le peculiari modalità di espressione letteraria dell’ebreo.

Tra i suoi ultimi lavori figurano diversi saggi sparsi in diverse riviste e volumi, sia italiani che stranieri. Ha curato i volumi L’Ebraismo nella Letteratura Italiana del Novecento (con M. Carrà), Palumbo, 1995; E. Schmitz, Diario, Sellerio, 1997; più di recente ha pubblicato i volumi: Qualcosa di più intimo. Aspetti della scrittura ebraica del Novecento italiano: da Svevo a Bassani, Giuntina, 2006; Il caso estremo dell’uomo. Essere scrittore ebreo, ombre corte, 2019. Nel libro Cani, topi e scarafaggi, Marietti, (1921) si illustra l’azione dell’antisemitismo, il processo di animalizzazione e i conseguenti zoomorfismi dell’ebreo, come essi siano diventati letteratura e abbiano trovato spazio nelle pagine di importanti scrittori ebrei; Un grido vero. Riflessioni su Primo Levi, Giuntina (2021), vede una rilettura dello scrittore torinese nell’ambito della letteratura della Shoah; nel 2022 ha pubblicato: L’uomo pensa, Dio ride. Declinazioni dell’umorismo ebraico un saggio sull’u-umorismo ebraico (Marietti); l’ultimo libro uscito nel 2024 Il sentimento del ghetto (Marietti). Vive a Ferrara, dove lavora anche come musicista.

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