Notizie

Civica e Forum alla Giunta di Rovigo: fatti, non falsità, sul PINQuA

Le dichiarazioni rese in consiglio comunale dall’assessore Rizzato sono inaccettabili e non possono essere lasciate senza risposta. Non solo per i toni utilizzati, ma soprattutto per il contenuto: affermazioni gravi, prive di riscontro negli atti, che finiscono per rappresentare in modo fuorviante il lavoro svolto dalla precedente amministrazione guidata dal Sindaco Gaffeo.

Colpisce innanzitutto il metodo: un intervento costruito all’interno di una interpellanza generica, senza possibilità di contraddittorio, in cui si arriva ad accusare altri di “falsità” senza produrre elementi concreti a sostegno. Un modo di operare che non contribuisce alla chiarezza, ma rischia di alimentare confusione nell’opinione pubblica, o forse mira proprio a questo.

Nel merito, i fatti sono chiari e documentati. Il progetto non era affatto sottofinanziato: la giunta Gaffeo ha approvato il progetto esecutivo con copertura economica completa e ottenendo la validazione ministeriale. A ciò si aggiunge una integrazione di 600.000 euro, voluta e formalmente approvata dalla stessa giunta Gaffeo con delibera motivata. Questo significa che non solo il progetto era interamente finanziato, ma che la Giunta ha ritenuto di utilizzare parte delle risorse a sua disposizione per migliorarne la realizzazione. Sostenere il contrario significa affermare qualcosa che non trova riscontro nella documentazione ufficiale.

Sui ritardi è necessario essere altrettanto chiari: il progetto è stato consegnato completo sotto il profilo tecnico, finanziario e procedurale, come confermato dall’ammissione al finanziamento ministeriale. A fine 2023 sono state avviate le procedure per l’affidamento lavori.

L’esproprio dell’area è stato avviato dalla Giunta Gaffeo e concluso formalmente con la nuova amministrazione, precisamente con decreto in data 16 agosto 2024, data alla quale era solo necessario completare la fase di affidamento dei lavori già avviata dall’amministrazione precedente. Perché, con progetto finanziato, gara già avviata prima di fine gennaio 2024 ed espropri ultimati il 16 agosto 2024, i lavori sono stati consegnati solo il 24/01/2025? Se sono state fatte scelte progettuali successive da parte dell’attuale amministrazione, tali da comportarne un ritardo così importante, come varianti in corso d’opera o introduzione di interventi non previsti nel progetto originario, la responsabilità è solo in capo all’assessore Rizzato e alla sua giunta. Continuare a richiamare responsabilità precedenti appare come un tentativo evidente di coprire carenze nella conduzione del progetto.

È anche necessario un chiarimento rispetto all’utilizzo dei fondi FOI. Innanzitutto, tali fondi non sono stati inseriti tra le fonti di finanziamento con la giunta Gaffeo, ma in una fase successiva. In seconda istanza, i fondi FOI possono essere utilizzati unicamente per far fronte all’aumento dei costi delle opere pubbliche, in particolare a causa di caro materiali e inflazione. Se è stato utilizzato tale fondo significa che lo Stato Italiano ha riconosciuto tali spese come non prevedibili e quindi finanziabili con questa modalità. Di conseguenza, non si tratta di una negligenza ma di una contingenza verificatisi successivamente.

Anche sul premio di accelerazione l’assessore omette un dato essenziale: non si tratta di una scelta discrezionale, ma di un obbligo previsto dal D.lgs. 36/2023, che impone alle stazioni appaltanti di prevederlo nei bandi per incentivare l’ultimazione anticipata dei lavori. Presentarlo come un’eredità problematica della precedente amministrazione è una ricostruzione parziale e fuorviante. Anzi, questa ricostruzione rischia di allontanare l’attenzione dalla realtà dei fatti. Come risulta dal cartello di cantiere posto in via Oroboni, I lavori sono stati affidati in ritardo, in data 24/01/2025, e, sulla base delle tempistiche contrattuali, dovrebbero essere ultimati entro il 23/08/2026, cioè ben oltre il termine ultimo previsto per gli interventi finanziati nell’ambito del PINQuA. In queste condizioni, il ricorso al premio di accelerazione non rappresenta una scelta virtuosa, ma diventa di fatto l’unico strumento per tentare di rientrare nei tempi imposti dal finanziamento.

L’aggressività verbale manifestata sia sulla stampa sia nell’aula consiliare, senza che fosse consentita una discussione, testimoniano un malessere dell’assessore Rizzato ed una difficoltà a giustificare come si sia arrivati dopo due anni ad una conclusione così ingloriosa di dover rinunciare ad una parte qualificante del progetto Pinqua cercando, come è usuale in questa amministrazione, di scaricare sugli amministratori precedenti, senza mai riconoscere di avere ricevuto un patrimonio di progetti e finanziamenti che oggi la città reclama di vedere realizzato.

Paolo Giolo Associazione Civica per Rovigo

Dina Merlo Forum dei cittadini

Condividi