Il nuovo report di Legambiente “Mal’Aria di città: luci ed ombre dell’inquinamento atmosferico delle città italiane”, redatto e pubblicato nell’ambito della Clean Cities Campaign certifica ancora una volta la situazione critica della nostra città quando si parla di inquinamento atmosferico: un’emergenza, lo ricordiamo, che è sanitaria dato che è la prima causa ambientale di morte prematura in Europa, con circa 50.000 morti premature solo in Italia.
Polveri sottili – PM10
Il PM10, ossia le particelle di diametro inferiore a 10 micrometri che permangono in atmosfera per un lungo periodo di tempo e sono in grado di penetrare nell’apparato respiratorio umano, sono uno dei parametri principali da monitorare.
Le giornate di picco: nel 2024 sono state 57 le giornate in cui è stato superato il limite di 50 microgrammi di particelle inquinanti per metro cubo di aria (μg/mc): troppe, la normativa italiana ne consente solo 35.
Il valore medio annuale: nel 2024 a Rovigo è stato di 30 μg/mc, quindi entro il limite di legge che è di 40μg/mc.
Serie storiche 2019-2024 del PM10 a Rovigo
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ANNO |
*Superamenti giornalieri |
**Media annuale |
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2024 |
57 |
30 |
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2023 |
55 |
30 |
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2022 |
65 |
32 |
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2021 |
53 |
30 |
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2020 |
83 |
34 |
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2019 |
69 |
34 |
* fino a 35 giorni consentiti con un valore entro i 50μg/mc
** limite di legge in italia: 40μg/mc
Biossido di Azoto (NO2)
Tra le sostanze più inquinanti per l’OMS rientra il biossido di azoto (NO2), un gas prevalentemente prodotto dall’ossidazione del monossido di azoto (NO). L’esposizione eccessiva all’inquinante è dannosa per la salute umana, causando problemi all’apparato respiratorio e alle mucose. Inoltre, tale inquinante ha un rilevante impatto sull’ambiente, in quanto contribuisce ai fenomeni di smog fotochimico, eutrofizzazione e piogge acide.
Per quanto riguarda il Biossido di Azoto (NO2), il cui attuale limite normativo è di 40 μg/mc, la nostra città nel 2024 ha registrato una concentrazione media di 20 μg/mc.
Quanto inquinamento deve ridurre Rovigo
In considerazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria (AAQD) che entreranno in vigore dal 2030, come si vede nella tabella sottostante, Rovigo necessita di una riduzione di concentrazione del pm10 mentre per il Biossido di Azoto il valore è al limite.
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Inquinante |
Limite al 2030 |
Valore 2024 |
Riduzione necessaria entro il 2030 |
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PM10 |
20μg/mc |
30 μg/m |
33% |
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N02 |
20 μg/mc |
20μg/m |
– |
“Cinque anni ci separano dall’entrata in vigore della nuova normativa europea che renderà fuorilegge gran parte dei territori del bacino padano se le concentrazioni degli inquinanti rimarranno quelle di oggi, Rovigo compresa – dichiara Caterina Nale, Presidente di Legambiente Rovigo. – La qualità dell’aria negli anni è migliorata anche grazie agli impegni sulle limitazioni di traffico e riscaldamento, ma non è sufficiente: servono azioni strutturali non più rimandabili in tutti quelli che sono i settori responsabili delle emissioni inquinanti. Potenziare il trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa, ridisegnare lo spazio stradale, a partire dalle zone 30, per renderlo fruibile a tutte le categorie e favorire la ciclabilità è una necessità”.
In tal senso, fanno sapere da Legambiente, le scelta di favorire la sosta gratuita in centro il sabato e la volontà di questa amministrazione di ridurre al massimo dal punto di vista spaziale le zone di divieto di transito alle auto in occasione delle domeniche ecologiche sembrano azioni che vanno in tutt’altra direzione e non tutelino la salute dei cittadini. Sono indispensabili azioni di forte impatto come per esempio la pedonalizzazione del corso del Popolo che mai nessuno ha avuto il coraggio di realizzare.
“Ricordiamo inoltre che è fondamentale lavorare sull’efficientamento energetico a partire dagli edifici pubblici e sul settore agricolo, che ha una responsabilità di primo piano nella nostro territorio per quel che concerne l’emergenza smog, il tutto attuando una politica di controllo efficace”, conclude la presidente Nale.
La campagna Città2030: come cambia la mobilità. Ieri, 4 febbraio, ha preso il via la nuova edizione di Città2030, la campagna itinerante di Legambiente che, fino al 18 marzo, attraverserà le città italiane per promuovere una mobilità sostenibile, chiedendo centri urbani più vivibili, accessibili e sicuri.
Anche quest’anno, Legambiente rilancia la petizione online “Ci siamo rotti i polmoni. No allo smog!”, chiedendo al Governo interventi urgenti per contrastare l’inquinamento atmosferico, a partire da nuove misure per la mobilità e l’uso dello spazio pubblico e della strada. Firmala anche tu >> https://attivati.legambiente.it/malaria
*Note metodologiche: l’unità di misura con la quale vengono espresse le concentrazioni di NO2, e PM10 è microgrammi per metro cubo di aria (µg/mc). Per quanto riguarda il biossido d’azoto (NO2), le città capoluogo di provincia di cui è stata ricavata la media annuale sono 98; per il PM10 (sia per le medie annuali che per gli sforamenti giornalieri) sono 98. La media annuale è stata calcolata come media delle medie annuali delle singole centraline di monitoraggio ufficiale delle Arpa classificate come urbane (fondo o traffico).
Per informazioni: Caterina Nale 331 760 1307 – Giulia Bacchiega 347 851 0948


