Realizzato dagli autori rodigini Camilla Ferrari e Alberto Gambato con la consulenza storica di Laura Fasolin, il documentario racconta la giovinezza di Giacomo Matteotti in Polesine, tra le strade, le case e i volti che ne hanno formato il carattere e la vocazione politica, attraverso il riuso creativo di materiali di archivio, memorie epistolari, citazioni biografiche, e contributi giornalistici d’epoca provenienti da oltre una dozzina di archivi nazionali. Il tutto intrecciato alle prove attoriali di Matteo Alì (Giacomo adulto), Elisabetta Mazzullo (Velia), Beatrice Schiros (narratrice) e Teo Zaia (Giacomo bambino).
Il film, sostenuto da CGIL Veneto, CGIL Rovigo, SPI CGIL Rovigo, SPI CGIL Veneto, FLAI CGIL Rovigo, i comuni di Villanova del Ghebbo, Badia Polesine e Fratta Polesine, è frutto del Progetto “Giacomo Matteotti, la vita e il sogno”, promosso nel 2024 dalla Provincia di Rovigo e unico veneto selezionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del bando indetto per il centenario dell’uccisione di Giacomo Matteotti, anche grazie alla costruzione di un prestigioso comitato scientifico che ne ha supportato la realizzazione.
Dopo la prestigiosa partecipazione del film al 22° Festival Internazionale Filmare la Storia di Torino nello scorso aprile, dove il documentario polesano aveva superato la difficile selezione tra oltre tremila opere giunte da tutto il mondo, giunge ora questa Menzione Speciale assegnata dalla Giuria della 36^ edizione del RAM Film Festival – Rovereto Archeologia Memorie, in cui “Diventare Matteotti” era stato selezionato nella sezione “Storia e Memoria”, che ospita recenti e spettacolari documentari, docu-fiction e corti animati sul patrimonio culturale materiale e immateriale mondiale, per sensibilizzare il pubblico rispetto alla bellezza e alle fragilità dei tesori del passato e del presente attraverso la prospettiva esperienziale del cinema.
Di seguito la motivazione del premio.
Merita una menzione il film “Diventare Matteotti”, documentario basato principalmente sui suoi scritti, opera di Laura Fasolin, Camilla Ferrari e Alberto Gambato che del simbolo dell’antifascismo hanno voluto raccontare soprattutto la giovinezza trascorsa a Fratta Polesine, durante la quale il politico ha coltivato il suo senso di giustizia, che sarebbe stata la sua vocazione per tutta la vita. Severo è il racconto del ragazzo e del giovane uomo, senza fronzoli e insieme suggestivo, a tratti commovente. Di Giacomo Matteotti probabilmente sapevamo tutto, non però di questi suoi anni di formazione, di preparazione a quel che sarebbe diventato.
Il focus 2025 del RAM Film Festival è l’Acqua in tutte le sue declinazioni e ospiterà, nella sezione “Cinema Archeologico”, anche il progetto di video “Diari di Scavo” realizzato da Camilla Ferrari e Alberto Gambato, con cui viene data voce a reperti archeologici rinvenuti in decenni di ricerche sul territorio polesano, su impulso del Museo dei Grandi Fiumi-Comune di Rovigo, con il sostegno di Fondazione Banca del Monte e Fondazione Rovigo Cultura.
SCHEDA TECNICA
44’ – Italia – 4K – 2025
un documentario di Laura Fasolin, Camilla Ferrari, Alberto Gambato con:
Matteo Alì, Elisabetta Mazzullo e Beatrice Schiros nel ruolo del narratore
e con l’amichevole partecipazione di Alessandro Alfonsi, Gilberto Cavallaro, Antonio Gambato, Andrea Pavarin, Gianni Sparapan e Teo Zaia
soggetto:
Laura Fasolin
co-regia, musiche:
Camilla Ferrari
co-regia, fotografia e montaggio:
Alberto Gambato
Iniziativa inserita nel Progetto “Giacomo Matteotti, la vita e il sogno” promosso e organizzato dalla Provincia di Rovigo, selezionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del bando indetto per il centenario dell’uccisione di Giacomo Matteotti.
Enti co-finanziatori:
CGIL Veneto, CGIL Rovigo (in rappresentanza anche di SPI CGIL Rovigo, SPI CGIL Veneto e FLAI CGIL Rovigo), Comune di
Fratta Polesine, Comune di Villanova del Ghebbo, Comune di Badia Polesine.
Enti co-partecipanti:
Consorzio Università di Rovigo – CUR, Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea dell’Università di Padova – CASREC, Istituto Polesano per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea – ISTPOLREC, Istituto Veneziano per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea – IVESER, Circolo Culturale ARCI 2 Giugno 1946 Aps, Unione Circoli Cinematografici ARCI – UCCA Aps, Archivio di Stato di Rovigo, Voci per la Libertà Aps, ARCI Veneto Aps, Centro Studi Ettore Luccini, Comune di Fiesso Umbertiano, Comune di Frassinelle Polesine, Comune di San Bellino.
Archivi consultati:
Accademia dei Concordi – Rovigo, Associazione Culturale Minelliana – Fondo Gino Piva – Rovigo, Archivio Consorzio di Bonifica Adige Po – Rovigo, Museo dei Grandi Fiumi – Rovigo, Archivio di Stato di Rovigo, Archivio privato Adriano Zanirato, Archivio privato Domizio Gabanella, Archivio Centrale dello Stato – Roma, Archivio Storico Università di
Bologna, Museo del Manicomio e Archivio storico di San Servolo – Venezia, Museo Etnografico della civiltà e del lavoro “Il Manegium” – Fratta Polesine, Biblioteca del Seminario Vescovile – Rovigo, Museo Etnografico “A L’Alboron” – Costa di Rovigo, Ecomuseo Mulino al Pizzon – Fratta Polesine, Teatro Amico – Fratta Polesine, Forte Cavalli – Messina, Forte dei Centri – Messina, Tenuta Rasocolmo – Messina, Centro di Documentazione Polesano ONLUS – CDP – Badia Polesine,
Comune di Villamarzana – Rovigo, FAST Foto Archivio Storico Trevigiano – Treviso, Fototeca Regionale Veneto – Venezia, Italia Nostra Rovigo, Istituto di Studi e ricerche storiche e sociali – ISERS – Badia Polesine, Archivio di Stato di Venezia, Museo dell’Educazione – Padova.
Locations:
Abetone Cutigliano, Bicchiere di Sopra, Borgo Vespara, Boscolungo, Bressane, Campo Inglese, Ca’ Moro-Donà, Ca’ Peretto, Consuma, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Grignano Polesine, Larderia, La Secchia, Nane di Sotto, Messina, Piano Torre, Paolino, Pelizzare, Pincara, Punta Faro, Rovigo, San Bellino, San Servolo, Villamarzana.
SINOSSI:
Il documentario Diventare Matteotti conduce lo spettatore alla scoperta della giovinezza di Giacomo Matteotti in Polesine, tra le strade, le case e i volti che hanno formato il suo carattere. Diretto dai registi Camilla Ferrari – autrice anche delle musiche – e Alberto Gambato, con la ricerca storica a cura di Laura Fasolin, il film offre uno sguardo inedito e intimo su una figura le cui origini rurali e familiari hanno alimentato una profonda avversione all’ingiustizia e un forte senso di responsabilità sociale, svelando le radici profonde di una figura destinata a diventare un simbolo dell’antifascismo.
NOTE DI REGIA:
Con il supporto di materiale di repertorio proveniente da archivi pubblici e privati, il film va alla ricerca del giovane Giacomo Matteotti, nativo di Fratta Polesine, dove la piazza ha un solo lato con i portici, le botteghe – tra cui quella del padre Girolamo, mercante di professione – e di fronte il monumento ai patrioti del 1821. Si va all’indietro nel tempo in questo luogo per comprendere il carattere dell’uomo, la genesi dei suoi sentimenti e valori. La piccola città quieta – oggi la chiameremmo “paese” – che gli dà i natali è quella dove giovanissimo poté coltivare una solitudine che porterà poi sempre con sé, stando sui libri più che con i compagni di gioco e comprendendo l’urgenza delle questioni sociali che afflissero il Polesine durante la sua parabola vitale, anche per un dovere verso l’amato fratello Matteo che per primo lo condusse verso gli ideali socialisti. La veloce e repentina ascesa di Giacomo Matteotti viene seguita attraverso il recupero di memorie epistolari, citazioni biografiche, appunti privati, scritti di amici e sodali, contributi giornalistici d’epoca, da Fratta a Bologna a Messina e ritorno, per rendere conto di un ambito territoriale caratterizzato da amministrazioni comunali, rapporti con le masse contadine, conflitti con la dimensione prefettizia e con quella squisitamente partitica. Acclamazioni e minacce, sostegni e aggressioni; anche tra queste dinamiche Giacomo Matteotti poté in Polesine forgiarsi e “diventare” Matteotti.
> BIO-FILMOGRAFIE DEGLI AUTORI:
– Laura Fasolin – ricercatrice storica, co-autrice del documentario:
Nata nel 1978, è laureata in Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Padova e collabora dal 2006 come ricercatrice e storica a progetti di ricerca promossi da università, enti e istituzioni culturali. Autrice di numerosi saggi
sul Risorgimento polesano, si occupa anche di Resistenza. Nel 2015 ha collaborato al progetto nazionale “Per un Atlante delle stragi fasciste e naziste in Italia”, promosso dall’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI) e dall’ANPI Nazionale. È co-autrice con Alberto Gambato dei documentari “La lunga marcia dei 54” (2010) e “Presi a Caso” (2016), rispettivamente sugli eccidi nazifascisti di Villamarzana e Villadose.
– Camilla Ferrari – musicista, co-regista del documentario:
Laureata in Archeologia presso l’Università degli Studi di Venezia e in Canto Jazz presso il Conservatorio F. Venezze di Rovigo. Da giovanissima studia con Barbara Fortin, Elena Ledda, Anita Daulne (Zap Mama), per poi dedicarsi al jazz
sotto la guida di Ada Montellanico, Marco Tamburini, Marcello Tonolo, Alessia Obino e Massimo Morganti. Con l’ensemble Le Bruit ha registrato l’album omonimo nel 2005, collaborando con Banda Osiris e Swingle Singers. Nel 2014 ha vinto il concorso nazionale “Jazz up new generation” e nel 2015 il “Luci, Festival delle Arti”. In campo musico-teatrale ha lavorato con Roberto Citran e Vasco Mirandola. Tra 2020 e 2025 con Alberto Gambato ha realizzato le video-opere sul patrimonio artistico e museale polesano “Pollìcinum”, “Accademia dei Concordi 1580”, “Diari di Scavo” e “Il Suono Immobile”, quest’ultimo selezionato da undici festival internazionali e premiato due volte.
– Alberto Gambato – filmmaker digitale, co-regista del documentario:
Diplomato nel 2007 in Regia Cinematografica presso la Scuola di Alta Formazione di Marco Bellocchio. Negli anni successivi è approdato alla pratica documentale del cinema per esigenza di cristallizzare il reale narrativamente e
necessità testimoniale, con particolare riguardo per il suo luogo di appartenenza, il Polesine. Su questo versante, da filmmaker indipendente dal 2011 realizza anche in co-regia opere più volte selezionate e premiate a livello internazionale come “L’isola che c’era”, “Presi a Caso” e “Il Suono Immobile”, affiancando a questa pratica un approccio educativo dello spettatore che dal 2017 lo porta a coordinare percorsi di formazione audiovisiva in ambito accademico e di contrasto alla povertà educativa minorile nella scuola dell’obbligo.



